Questo blog è dedicato alla professoressa di letteratura italiana e latina, Loredana Rossi Molinaro, donna di grandissima cultura ed infinita umanità.

29/05/10

Metamorfosi

L'Impero Romano d'Occidente non è scomparso in un sol giorno. E' stato un lento sfaldarsi di tutte quelle caratteristiche politiche, culturali, sociali ed economiche che avevano permesso ad un popolo di soldati-contadini di dominare la maggioranza delle terre conosciute.
Oggi stiamo attraversando le stesse traversie, gli stessi mutamenti: la società nata dalla dicotomia capitalismo-marxismo si è lentamente esaurita e molti dei protagonisti della scena politica e culturale stentano ad accorgersene; oppure ne hanno sentore, ma per mera convenienza economica ne tacciono l'esistenza.
Come sempre, nei periodi di transizione, negli interstizi che si creano tra un periodo storico ed un altro, provano ad inserirsi le peggiori razze di parassiti, imbonitori sociali sgraziati e semianalfabeti, che fanno leva sul senso di angoscia che pervade i popoli che vedono il dissolversi delle loro antiche certezze, senza però percepire ancora la strada nuova da percorrere.
Questi mascalzoni tentano di arraffare tutto quello che possono, più in fretta che possono, perché sanno, o forse intuiscono in maniera istintiva, che la storia sta per spazzarli via. Non sarà oggi, né domani, ma questi piccoli uomini avranno dal tempo quello che nel tempo hanno seminato: il fango che gettano sul loro paese, sulle istituzioni democratiche e sulla gente per bene tracimerà su di loro. La storia non li consegnerà ai posteri come uomini di stato, ma come ladri, mafiosi ed antidemocratici.
E la nostra generazione, che non ha avuto la forza e la voglia di spazzare via questo lordume dalla faccia della terra sarà esposta al duraturo pubblico ludibrio.

16/05/10

Finché c'è la pay tv c'è speranza

Siamo alle solite: la crisi economica più devastante dal 1929 ad oggi non la pagheranno i colpevoli che l'hanno creata, ma i poveri lavoratori dipendenti ed i pensionati. Su di essi infatti sta per abbattersi la "manovrina" di Tremonti. Si parla di tagli alle pensioni ed agli stipendi dei dipendenti pubblici, le uniche categorie che, pagando per intero le tasse, tengono a galla le macerie dello stato sociale italiano. Oltre al danno persino la beffa: l'"onorevole" Calderoli (Lega Nord) ha annunciato che intende far varare una legge che diminuisce lo stipendio dei parlamentari di ben 5 punti percentuali. Privarsi di cinquecento euro per chi ne guadagna almeno 10000 al mese (senza contare le prebende varie e le escort) è veramente un gesto degno della cialtroneria di chi lo ha proposto.
Eppure ci sarebbe stato tutto il tempo per varare una serie di riforme che avrebbero aiutato lo Stato a far fronte a questa difficilissima congiuntura: si poteva eliminare una delle due camere (ad esempio il Senato) e limitare a 100 il numero dei deputati; si potevano abolire quasi tutte le provincie esistenti e la marea di enti inutili che inutilmente continuano ad esistere ed a succhiare soldi al bilancio dello stato; si poteva fare un'efficace lotta all'evasione fiscale mentre si è preferito seguire la via del condono e dello scudo fiscale; si poteva dare un colpo ferale alla criminalità organizzata andandola a cercare non nelle campagne siciliane o tra i reduci di qualche cosca sconfitta, ma tra le maglie di una classe politica, imprenditoriale e bancaria corrotta, collusa e compiacente.
Ma noi abbiamo Berlusconi come Presidente del Consiglio e quindi domani troveremo le nostre traballanti buste paga ancor più decurtate di quanto non faccia il caro vita. Ma va bene così: alle prossime elezioni ci saranno ancora schiere di dipendenti pubblici e di pensionati che lo andranno a votare come tanti pecoroni, invogliati da un'opposizione pavida e da sindacati muti, ciechi e sordi. Tanto finché c'è il calcio sulla pay tv c'è speranza.