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Visualizzazione dei post da 2010

Piccolo grande uomo

Mi chiamo Andrea, Andrea Maciocchi e sono nato il 18 marzo 1971. Quando vado in giro la gente mi guarda e questo non mi va proprio giù. Per questo cammino svelto svelto, senza guardare in faccia a nessuno. La mattina mi alzo presto perché devo andare in bagno. Poi aspetto che si alza babbo, mi prepara il caffè ed il latte con i biscotti. Spesso mi fa la barba ed io ho paura che mi tagli, ma poi mi sciacquo la faccia e mi asciugo con l'asciugamano. Io accompagno papà a fare la spesa al supermercato: porto il carrello e lo aiuto con le buste di plastica perché mio papà ha ottanta anni e nel 2009 ha avuto una colica al cuore. Ho tanto paura che muoia perché da quando sono nato il mio babbo mi vuole bene e non mi ha lasciato mai da solo. Io ho anche una mamma ma ha gli occhi che non vedono bene ed ho tanto paura che muoia anche lei. Ho anche il fratello Stefano che si è sposato con la moglie Patrizia: prima abitavamo insieme e lui quando era più piccolo alle volte era nervoso, si arra…

Fassinescu

Bisogna essere veramente degli imbecilli! No non posso credere che i dirigenti del Partito Democratico abbiano fatto dei calcoli algebrici per invitare Schifani  e Bonanni alla loro festa in concomitanza con le note diatribe tra il primo e Gianfranco Fini e l'indomani della disdetta di Federmeccanica del contratto nazionale del lavoro firmato solamente dalla CISL e dalla UIL. Nemmeno il più gelido stratega dell'autolesionismo avrebbe potuto arrivare a tanto: trattasi solo di incompetenza, superficialità e soprattutto di scollamento con i problemi reali del paese. Enrico Letta e Fassino non sanno cosa significa vivere con un contratto precario ad 800 Euro al mese ed hanno il naso talmente turato da non sentire il puzzo di mafia nemmeno quando ci passano accanto. Non sanno che la gente è talmente disperata e sfiduciata da non aver nulla da perdere. E quando non c'è più niente da perdere le chiacchiere, i bei discorsi da salotto radical-chic ed i gentlemen agreement vanno a fa…

Compagno Fini

Una delle poche cose che ho capito di questa italietta provvisoria è che in politica nulla succede per puro caso. Aldo Moro è stato rapito il giorno stesso in cui stava per presentare il governo del "compromesso storico" con i comunisti; Falcone e Borsellino sono stati fatti saltare in aria perché volevano far nascere un Italia pulita dalle ceneri della prima repubblica e non il paesaccio in mano alle mafie cui ci tocca vivere. Ora questa conversione di Gianfranco Fini mi lascia alquanto perplesso. Lasciamo stare i trascorsi da fascista e da delfino di Almirante, anche se basterebbe questo curriculum per catalogare Fini come uomo politico di dubbia affidabilità democratica. Possibile che, dal 1994 all'altro ieri, l'ex leader di Alleanza Nazionale abbia mangiato nel piatto di Berlusconi senza accorgersi di quale pasta fosse fatto? No, Fini è un politico troppo navigato per essere caduto in un abbaglio così grande. Ci deve essere dell'altro, evidentemente. L'ipot…

Mascalzoni DOC

Perché dobbiamo pagare noi il costo di questa crisi? E per noi intendo tutti gli impiegati, pubblici e privati, unica razza in Italia a pagare le tasse per tutti. Questa è la crisi di un sistema economico in mano a pochi farabutti che, con le loro spregiudicate speculazioni ben al di la del lecito, hanno messo in ginocchio l'intero pianeta. Sono marci i banchieri, che hanno messo in circolazione fondi di investimento tossici, basati sul rischio di insolvenza dei poveri cristi convinti dalle banche ad accollarsi debiti che mai avrebbero potuto pagare. Sono marci gli istituti di controllo bancario e monetario,  dalla Federal Reserve alla Consob, passando per la BCE e la Banca d'Italia: avrebbero dovuto vedere cosa stava accadendo ed invece si sono girati dall'altra parte. Sono marci gli istituti di rating che assegnavano le mitiche "Triple A" a banche già fallite, ad aziende in odore di bancarotta. Dov'era Geronzi quando vendeva obbligazioni della Parmalat agli…

Metamorfosi

L'Impero Romano d'Occidente non è scomparso in un sol giorno. E' stato un lento sfaldarsi di tutte quelle caratteristiche politiche, culturali, sociali ed economiche che avevano permesso ad un popolo di soldati-contadini di dominare la maggioranza delle terre conosciute. Oggi stiamo attraversando le stesse traversie, gli stessi mutamenti: la società nata dalla dicotomia capitalismo-marxismo si è lentamente esaurita e molti dei protagonisti della scena politica e culturale stentano ad accorgersene; oppure ne hanno sentore, ma per mera convenienza economica ne tacciono l'esistenza. Come sempre, nei periodi di transizione, negli interstizi che si creano tra un periodo storico ed un altro, provano ad inserirsi le peggiori razze di parassiti, imbonitori sociali sgraziati e semianalfabeti, che fanno leva sul senso di angoscia che pervade i popoli che vedono il dissolversi delle loro antiche certezze, senza però percepire ancora la strada nuova da percorrere. Questi mascalzoni t…

Finché c'è la pay tv c'è speranza

Siamo alle solite: la crisi economica più devastante dal 1929 ad oggi non la pagheranno i colpevoli che l'hanno creata, ma i poveri lavoratori dipendenti ed i pensionati. Su di essi infatti sta per abbattersi la "manovrina" di Tremonti. Si parla di tagli alle pensioni ed agli stipendi dei dipendenti pubblici, le uniche categorie che, pagando per intero le tasse, tengono a galla le macerie dello stato sociale italiano. Oltre al danno persino la beffa: l'"onorevole" Calderoli (Lega Nord) ha annunciato che intende far varare una legge che diminuisce lo stipendio dei parlamentari di ben 5 punti percentuali. Privarsi di cinquecento euro per chi ne guadagna almeno 10000 al mese (senza contare le prebende varie e le escort) è veramente un gesto degno della cialtroneria di chi lo ha proposto. Eppure ci sarebbe stato tutto il tempo per varare una serie di riforme che avrebbero aiutato lo Stato a far fronte a questa difficilissima congiuntura: si poteva eliminare una …

Esistere per resistere

Il 25 aprile di sessantacinque anni fa le forze armate anglo-americane e le brigate partigiane liberavano definitivamente il nostro paese dalla dolorosa dittatura fascista. Un ventennio, quello di Benito Mussolini, costellato di sangue, soprusi ed efferati omicidi. Fu una miserabile dittatura che mandò a morire la migliore gioventù italiana nelle fredde steppe sovietiche, negli aridi deserti africani. E questa infame atrocità non risparmiò neppure le popolazioni civili, le donne, gli anziani ed i bambini: molti di loro perirono sotto le macerie provocate dai bombardamenti o fucilati a causa delle feroci rappresaglie delle SS. Molti uomini e donne abbandonarono le loro case, gli affetti, il lavoro e le proprie famiglie per combattere il nazi-fascismo dopo la firma dell'armistizio. l'otto settembre del 1943. Furono due anni durissimi, vissuti nei freddi monti e nelle umide campagne del nord Italia, con poche armi, scarse munizioni e senza addestramento militare. Braccati dai &quo…

Separati in casa

Gianfranco Fini ci ha abituati al suo "frondismo": così come Bottai si riteneva la coscienza critica del Fascismo, l'ex pupillo di Almirante ama porre dei "distinguo" a Berlusconi, scatenando le ire dei colonnelli di Arcore. Ma Gianfranco Fini, quando sta per tirare la stoccata finale e colpire definitivamente il fondatore di Forza Italia, ama calarsi le braghe, tornando a più miti consigli. Quando Berlusconi salì sul predellino della sua fuoriserie per fondare il PDL, Fini apostrofò questa decisione, presa talaltro a sua insaputa, con la ormai celeberrima frase "Siamo alle comiche finali". Pochi giorni dopo aderì anche lui all'allegra combriccola lasciando di stucco la base di Alleanza Nazionale. Dunque sarei molto stupito se, dopo tanto strombazzare, il Presidente della Camera sbattesse la porta in faccia al suo odiatissimo amico di Arcore. Il perché di questo comportamento schizofrenico non è dato sapere, si possono fare solo alcune congetture. E…

Guai ai cittadini

C'è poco da scrivere ormai. Ed è difficile mandare via l'indignazione e la rabbia. Proprio questa mattina guardavo un gruppo di anziani in fila davanti allo sportello postale: stavano li, con i loro acciacchi, ma in una coda dignitosa e rispettosa dell'orario di apertura dell'ufficio postale. Sopportavano l'artrosi per poche centinaia di euro. E poi vedo in TV la Polverini e Formigoni che si lamentano della democrazia perché un portaborse non è riuscito, per negligenza e malcostume, a consegnare le firme necessarie per presentare la lista elettorale. Ma che paese è quello che non tollera alcun errore compiuto da semplici cittadini ed invece modifica le leggi affinché un branco di puttanieri, cocainomani e mafiosi possano continuare a vivere di privilegi e prebende alle spalle di noi poveri contribuenti? Non è un paese libero e tanto meno democratico: è un bordello di infimo ordine, sporco ed equivoco. Ma quello che fa più male è vedere lo svilimento della più alta c…

Lo stato siamo noi

La protesta dei magistrati italiani, in toga nera e fuori dall'aula durante gli sproloqui degli esponenti del governo di Berlusconi, è un evento che nemmeno durante il ventennio fascista è capitato di vedere. Mai alcun governo, nella tormentata storia della repubblica italiana, è riuscito a mettersi al di fuori della Costituzione, mai alcun governo ha insozzato la memoria dei tanti magistrati ed uomini di legge che hanno sacrificato la loro vita per difendere la nostra libertà dalle mafie e dalla corruzione. Solo un piduista dal passato oscuro come Berlusconi poteva riuscire a portare il Parlamento italiano ad un livello di assoluta subalternità alle proprie privatissime esigenze. E' del tutto evidente come la democrazia, che si concretizza nell'indipendenza dei poteri, nella libertà di espressione e di critica, sia stata spazzata via in maniera subdola e melliflua, tra un grande fratello ed una telepromozione. Perché oggi non c'è bisogno di fare un colpo di stato per i…