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Questa mattina mi son svegliato

Come al solito il commento più azzeccato sulla bassa "querelle" tra Feltri e Boffo è stato fatto da Marco Travaglio. Feltri è sicuramente un pescecane al soldo di Berlusconi, pronto ad usare il suo "Giornale" come fosse un manganello, ma perché uno che viene condannato per molestie e che patteggia per evitare un imbarazzante dibattimento pubblico fa il direttore dell'"Avvenire" organo della CEI? Come mai lo stato del Vaticano tollera, anzi, cerca di insabbiare uno scandalo simile invece di dare il benservito al direttore?
Purtroppo questo triste episodio è l'ennesima conferma di come l'Italia non sia una democrazia i cui complessi equilibri sono regolati dalla corretta contrapposizione dei poteri legislativi, esecutivi e giudiziari. In realtà è una melma in cui forze occulte e di dubbia provenienza si controllano a vicenda, si spartiscono il bottino e talvolta si fanno la guerra, con i risultati che abbiamo potuto constatare in questi ultimi giorni.
Berlusconi non è il problema, è solo la punta di un iceberg, è il sintomo più eclatante di una metastasi etica ormai difficilmente arginabile. E' difficile pensare di uscire da queste sabbie mobili con la classe politica, imprenditoriale, religiosa e culturale attualmente in auge. Nessun luogo è accessibile tramite il proprio merito e le proprie capacità, tutto deve passare sotto le forche caudine del nepotismo e del servilismo: dalla politica al giornalismo, dalla confindustria alle organizzazioni sindacali.
Occorre una rivoluzione incruenta ma intransigente, che spazzi via l'immondizia che inquina tutti i settori del paese, una rivoluzione che parta dal basso e da ciascuno di noi: non è più il momento di aspettare che qualcuno agisca per noi, nessuno può più sottrarsi al dovere civico di contribuire a costruire uno stato civile, laico, vicino ai deboli e diffidente nei confronti dei potenti.
Ci aspetta una nuova resistenza partigiana in cui le montagne sono fatte di etica, tolleranza, libertà ed onestà. Li troveremo tutti quelli che hanno donato la vita perché credevano negli alti ideali declinati nella nostra splendida Costituzione, tutti i poeti e gli intellettuali che hanno costruito una coscienza civile e sociale. Li ci sono Pietro Calamandrei, i fratelli Rosselli, Don Minzoni, Giacomo Matteotti, Sandro Pertini ed Antonio Gramsci, ma anche Indro Montanelli ed Enzo Biagi: tutta gente che non ha mai piegato la schiena. Io ascolto le loro grida di dolore ogni giorno, voi come fate ancora a non sentirle?

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