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In morte di Berlusconi?

Alcuni esponenti della presunta opposizione ed anche autorevoli "bloggers" hanno iniziato a scrivere il "de profundis" di Berlusconi. Sono convinti che la faccenda delle "escort" e la guerra al quotidiano della CEI "Avvenire" abbiano minato le fondamenta del potere berlusconiano. Già si fanno scenari politici del dopo cavaliere: c'è chi vede un grande centro cattolico e conservatore, guidato (è il caso di dirlo) da Cordero di Montezemolo in cui dovrebbero confluire l'UDC ed i transfughi del PDL.
Tutto questo sarebbe vero se gli scandali che sono venuti alla luce in questi ultimi mesi fossero frutto di una intensa attività di controllo fatta dall'opposizione, da un'informazione libera ed indipendente. In realtà il guano maleodorante che abbiamo visto crescere ed inondare tutta la scena politica italiana è conseguenza di un regolamento di conti tra le forze interne ed oscure che sostengono le attività e le fortune di Silvio Berlusconi. O forse pensate che il microfono nascosto della D'Addario sia opera dell'ingegno di Franceschini?
Dalla guerra mediatica di questo inizio di settembre Berlusconi esce invece rafforzato: la sua cordata è risultata quella vincente all'interno delle lotte intestine. E' persino riuscito a fare fuori, grazie al suo cane da guardia Feltri, Boffo e l'ala cattolica non conservatrice della chiesa romana. Adesso ha l'appoggio incondizionato delle toghe nere dell'"Osservatore Romano", resta solo da regolare i conti con i Paolini di Famiglia Cristiana: ci vorrà un po più di tempo ma sicuramente Berlusconi e la curia a lui fedele riusciranno a ridurre il settimanale al silenzio.
Dovremo attendere molto tempo prima di disfarci dello psiconano e non sarà certamente merito dell'opposizione morbida e confusa del PD. I tumori non si curano con dei blandi antidolorifici, occorrono soluzioni radicali, invasive e dolorose. Dovrà avvenire una nuova resistenza che parta dal basso, da ciascuno di noi, o almeno da quelli che ancora credono nei valori dell'onestà, del merito e del rispetto altrui. Non sarà una passeggiata, non ci saranno prigionieri.

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