Passa ai contenuti principali

Il partigiano Mike

Io appartengo alla generazione della televisione in bianco e nero e a quella che andava a letto dopo Carosello. Solo il giovedì era concessa una deroga: potevo andare a dormire dopo la fine del programma "Rischiatutto", condotto da Mike Bongiorno. Forse è per questo che i quiz televisivi hanno avuto su di me un fascino duraturo e quelli non presentati dal Mike nazionale li ho sempre considerati dei sottoprodotti, noiosi e sciatti.
Ancora ricordo i nomi dei campioni di "Rischiatutto": la signora Longari, Fabricatore ed il dottor Inardi. E' vero, allora c'erano solo due canali ed era facile affezionarsi ai programmi di "mamma RAI", ma i concorrenti di Mike non vincevano facendo ricorso alla dea bendata, dovevano sciorinare una cultura, seppur nozionistica, di tutto rispetto nei confronti della materia di cui si dichiaravano esperti. Erano bravi ma non erano geni irragiungibili e Mike Bongiorno era uno di noi, non aveva la pretesa di essere più intelligente o furbo dei suoi telespettatori. Anzi la sua fama di "gaffeur" lo rendeva simile ad un nostro zio, ad un parente non simpaticissimo ma incline ad essere preso in giro.
Era una televisione molto diversa da quella di oggi la tv di Mike Bongiorno: era una azienda pubblica per cui tendeva alla qualità più che alla quantità, al gradimento più che all'"audience". Certo c'era una bella differenza tra l'"Approdo" e "Rischiatutto", ma oggi la trasmissione di Mike Bongiorno vincerebbe a man bassa i premi televisivi, soprattutto se paragonata alle isole dei famosi ed alla immondizia dei reality.
Mike Bongiorno era un professionista pignolo, preparava le proprie trasmissioni con puntiglio maniacale: oggi la prima "sciampista" che passa sotto le lenzuola di qualche potente di turno viene promossa a presentatrice, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
Ma non tutti sanno che Bongiorno è stato un partigiano durante la resistenza al nazi-fascismo, che si è fatto molti mesi in carcere per combattere la dittatura e che ha rischiato di essere fucilato da un plotone di SS. Lo ha salvato la sua cittadinanza statunitense: i tedeschi lo hanno usato come merce di scambio per liberare i loro prigionieri in mano all'esercito dello "zio Sam".
Tuttavia questo non gli ha impedito di "innamorarsi" di quanto più vicino alla dittatura fascista è stato prodotto in Italia nel secondo dopoguerra. Per più di trent'anni ha costituito un sodalizio ferreo con Silvio Berlusconi, una vicinanza economica, professionale e probabilmente politica.
L'imbonitore di Arcore è riuscito ad incantare anche lui fino a pochi mesi fa, quando lo ha scaricato come l'ultima delle veline dell'ultimo dei programmucoli pomeridiani.
Chissà, forse il dolore che Mike Bongiorno ha provato quando ha finalmente conosciuto il vero volto del Presidente del Consiglio ha minato il suo cuore ottuagenario, o forse è semplicemente arrivata la sua ora. Sta di fatto che ci ha lasciato un altro partigiano, se ne va via un altro piccolo pezzo di libertà conquistata col sacrificio e col dolore.

Post popolari in questo blog

Lettera a mia zia

Cara Zia Cicci, anche quest'anno ti scrivo, con un po' di ritardo ma mi scuserai: la vita frenetica, il lavoro ed i pensieri mi hanno impedito di scriverti ieri, il 31 maggio, il giorno in cui ci hai lasciato. Perché ti scrivo, pur sapendo che mai potrai leggere queste poche righe? Un po' perché mi manchi da 41 anni, ma questo già lo sai. Un po' perché scrivendoti parlo a me stesso, e questo mi fa bene. In questi ultimi giorni non ho fatto altro che cercare notizie sulla data del 31 maggio 1971: magari, leggendo qualche vecchio articolo, mi torna in mente un episodio, un ricordo che mi parla di te. Ma per quanto mi sforzi, la memoria di quei giorni è impetuosa nei dettagli e contemporaneamente sbiadita nell'insieme. Fatico anche a ricordare il tuo viso vero e mi aggrappo a vecchie foto ingiallite dal tempo, illudendomi di riconoscere un sorriso, un espressione. Forse mi manchi perché te ne sei andata troppo presto ed in qualche modo ti ho idealizzato. Ma tu mi vol…

Emma e Diana

"Parole di Pane" è una bella iniziativa di Emma Saponaro e Diana Sganappa (in rigoroso ordine alfabetico). Come esse affermano nel loro blog si tratta della pubblicazione di "Un libro per dare voce a chi voce non ha". Vengono pubblicati piccoli racconti che hanno come oggetto il cibo nelle sue varie declinazioni ed i proventi delle vendite andranno a favore della "Associazione Familiari e Sostenitori Sofferenti psichici della Tuscia (A.fe.SO.psi.T)". Invito tutti i lettori del mio blog a frequentare il sito di "Parole di Pane" per sapere come acquistare il libro. Tra l'altro troverete al suo interno un mio racconto, dal titolo "Pane e Formaggio": avrete dunque il privilegio di poter leggere il primo componimento del sottoscritto, che sicuramente darà la stura ad una brillante carriera letteraria che farà impallidire il vasto panorama culturale italiano ed europeo. Sicuramente potrete acquistare il libro sabato 24 maggio alle 19:30…

Divieto di svolta a sinistra

Non sono d'accordo con quei commentatori politici che si sono affrettati a seppellire la "sinistra" italiana. Non è sparita affatto, sono soltanto stati cacciati via dal parlamento i "sinistri", ovvero la classe dirigente che ha combinato una serie inenarrabile di disastri. Come commentare il voto in favore dell'indulto? Anche il più sprovveduto dei politicanti si sarebbe accorto che quella legge serviva soprattutto a salvare le terga di Previti e dei furbetti del quartierino: gli strateghi della sinistra radicale hanno abboccato con tutte le scarpe, fingendo di credere che l'indulto avrebbe resole carceri meno affollate. Hanno perso il rapporto con la gente e con i lavoratori. Nel tentativo di capire come funziona la stanza dei bottoni (senza ovviamente riuscirci) si sono dimenticati di andare nelle fabbriche, nelle periferie disagiate, tra gli inquilini sfrattati dagli immobiliaristi. E al posto loro si sono insediati la Lega al nord e la Destra nel …