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Visualizzazione dei post da Settembre, 2009

Il partigiano Mike

Io appartengo alla generazione della televisione in bianco e nero e a quella che andava a letto dopo Carosello. Solo il giovedì era concessa una deroga: potevo andare a dormire dopo la fine del programma "Rischiatutto", condotto da Mike Bongiorno. Forse è per questo che i quiz televisivi hanno avuto su di me un fascino duraturo e quelli non presentati dal Mike nazionale li ho sempre considerati dei sottoprodotti, noiosi e sciatti.
Ancora ricordo i nomi dei campioni di "Rischiatutto": la signora Longari, Fabricatore ed il dottor Inardi. E' vero, allora c'erano solo due canali ed era facile affezionarsi ai programmi di "mamma RAI", ma i concorrenti di Mike non vincevano facendo ricorso alla dea bendata, dovevano sciorinare una cultura, seppur nozionistica, di tutto rispetto nei confronti della materia di cui si dichiaravano esperti. Erano bravi ma non erano geni irragiungibili e Mike Bongiorno era uno di noi, non aveva la pretesa di essere più intell…

In morte di Berlusconi?

Alcuni esponenti della presunta opposizione ed anche autorevoli "bloggers" hanno iniziato a scrivere il "de profundis" di Berlusconi. Sono convinti che la faccenda delle "escort" e la guerra al quotidiano della CEI "Avvenire" abbiano minato le fondamenta del potere berlusconiano. Già si fanno scenari politici del dopo cavaliere: c'è chi vede un grande centro cattolico e conservatore, guidato (è il caso di dirlo) da Cordero di Montezemolo in cui dovrebbero confluire l'UDC ed i transfughi del PDL.
Tutto questo sarebbe vero se gli scandali che sono venuti alla luce in questi ultimi mesi fossero frutto di una intensa attività di controllo fatta dall'opposizione, da un'informazione libera ed indipendente. In realtà il guano maleodorante che abbiamo visto crescere ed inondare tutta la scena politica italiana è conseguenza di un regolamento di conti tra le forze interne ed oscure che sostengono le attività e le fortune di Silvio Berlusco…

Questa mattina mi son svegliato

Come al solito il commento più azzeccato sulla bassa "querelle" tra Feltri e Boffo è stato fatto da Marco Travaglio. Feltri è sicuramente un pescecane al soldo di Berlusconi, pronto ad usare il suo "Giornale" come fosse un manganello, ma perché uno che viene condannato per molestie e che patteggia per evitare un imbarazzante dibattimento pubblico fa il direttore dell'"Avvenire" organo della CEI? Come mai lo stato del Vaticano tollera, anzi, cerca di insabbiare uno scandalo simile invece di dare il benservito al direttore?
Purtroppo questo triste episodio è l'ennesima conferma di come l'Italia non sia una democrazia i cui complessi equilibri sono regolati dalla corretta contrapposizione dei poteri legislativi, esecutivi e giudiziari. In realtà è una melma in cui forze occulte e di dubbia provenienza si controllano a vicenda, si spartiscono il bottino e talvolta si fanno la guerra, con i risultati che abbiamo potuto constatare in questi ultimi g…