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Questo caldo schifoso ti toglie la voglia di pensare, figuriamoci quella di scrivere. In questo brodo appiccicoso e mellifluo i pensieri annaspano, cercano di venire a galla con un minimo di dignità ma poi vengono sopraffatti dall'afa.
Vorrei dire qualcosa su quei poveretti che sono annegati nel tentativo di avere un futuro, sulle follie dei leghisti, sulle enormi responsabilità politiche che gravano su un PD sempre più connivente con Berlusconi ed il Berlusconesimo. Ma non ci riesco.
E allora butto giù queste quattro righe senza alcun costrutto, nella speranza di esorcizzare la malinconia che spesso pervade il mio io. Cerco di entrare in un universo parallelo, fatto a mia immagine e somiglianza: in fondo i sogni sono desideri e desiderare di essere diversi oppure di essere altrove è un sogno antico come il mondo. Senza questo impulso nessun primate sarebbe sceso dall'albero ed avrebbe acquisito la posizione eretta.
Questi universi durano lo spazio di un mattino ma sono tutti li, nel mio cassetto dei desideri. E' la mia vera ricchezza riuscire a sognare. Talvolta questo mi porta lontano dalle questioni contingenti, dall'apparire e dal condividere. Mi fa sembare taciturno e scontroso ma in quegli istanti io sono altrove, lontanissimo.
Ieri, ad esempio, ero io ad aver vinto i 148 milioni di Euro, ieri l'altro invece ero un povero "clochard" che aveva trovato il coraggio di fuggire da tutte le aberrazioni del mondo reale.
Quando ho scoperto che la poetessa Cristina Campo ha soggiornato in un albergo poco distante dalla mia abitazione non ho potuto fare a meno di tornare nel 1957 ed andare a bussare alla sua porta. Abbiamo fatto una lunga passeggiata e le ho offerto un gelato che lei ha rifiutato per i suoi problemi di salute. Il minimo comune multiplo di tutte queste storie è la fuga, nello spazio e nel tempo, una sorta di metempsicosi a tempo determinato. Tuttavia non è un biglietto di sola andata, anzi quando torno spesso sono più ricco di prima. E' la stessa sensazione che si ha quando si finisce di leggere un bel libro. Per alcuni istanti i personaggi, le emozioni create dall'autore rimangono appiccicate addosso e la tristezza per la fine della lettura si stempera con la gioia di aver letto un opera meravigliosa.
Forse sono pazzo, sicuramente pessimista e depresso, forse sono un codardo a metà, un pendolare della schizofrenia. O forse sono solo uno dei tanti cui il caldo ha dato alla testa.

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