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Visualizzazione dei post da Giugno, 2009

La rivoluzione interiore

In questi giorni non si fa altro che parlar di veline, escort e ballerine. Fior di giornalisti, politici, commentatori di ogni razza e colore si stracciano le vesti, inorriditi ed increduli. Ipocriti! E' un millennio che in Italia l'esercizio del potere è gestito in maniera abbietta e meschina. Ma quando le aberrazioni le compiono i signorotti che elargiscono il "panem et circensem" a chi oggi s'indigna, allora è facile girarsi dall'altra parte.
E' troppo semplice addossare a Berlusconi ed al suo popolo delle libertà condizionale tutto il marcio di questo nostro paese. In realtà non ci si vuole rendere conto di una verità desolante: l'Italia è un "non-stato", una "non-democrazia". In poche parole l'Italia non esiste. Non esiste come stato sociale ma non esiste neppure nella nostra coscienza civica.
Nel nostro misero immaginario lo Stato e le sue leggi sono un nemico da imbrogliare: le graduatorie, la meritocrazia, l'equità so…

Neda ciao!

Questa mattina mi son svegliato.
Oh Neda ciao!
Neda ciao!
Neda ciao!
Ciao, ciao!
Questa mattina mi son svegliato.
E ti ho vista morir.



E se tu muori da partigiana.
Oh Neda ciao!
Neda ciao!
Neda ciao!
Ciao, ciao!
E se tu muori da partigiana,
noi ti dovremo seppellir.

E seppellire lassù in montagna.
Oh Neda ciao!
Neda ciao!
Neda ciao!
Ciao, ciao!
E seppellire lassù in montagna,
sotto l'ombra di un bel fior.

E le genti che passeranno.
Oh Neda ciao!
Neda ciao!
Neda ciao!
Ciao, ciao!
E le genti che passeranno,
ti diranno "Che bel fior!"

È questo il fiore della partigiana.
Oh Neda ciao!
Neda ciao!
Neda ciao!
Ciao, ciao!
È questo il fiore della partigiana,
morta per la libertà!

Zia Cicci

Il 31 maggio 1971 ero un bambino che non aveva nemmeno compiuto 10 anni. Anche allora ero poco incline alle smancerie, ma, complice un tepore tipicamente primaverile, sentivo dentro di me un'euforia che difficilmente avevo provato e mai più provai negli anni a seguire. La scuola stava finendo, le interrogazioni erano andate bene e già pregustavo l'inizio della stagione balneare, allo stabilimento "Marechiaro". Tutti gli anni mio padre prendeva in affitto una cabina, un ombrellone ed una sdraio e con la 500 azzurrina zeppa di asciugamano, secchielli e panini col burro e marmellata andavamo nel litorale di Ostia. Stavamo solo mezza giornata, la mattina, e parcheggiavamo l'utilitaria ad un chilometro di distanza dallo stabilimento. Non era una questione di posti liberi, era una delle tante manie di mio padre, abitudinario fino alla psicosi. In quel posto c'era l'ombra ed in anni in cui le macchine non conoscevano i benefici dell'aria condizionata questa …