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Il tempo dell'odio

Il partito di Hamas è responsabile di feroci attacchi terroristici contro civili inermi ed innocenti: ma questa accolita di "gentiluomini" è stata creata da Israele. L'incapacità dello stato sionista di gestire pacificamente e con le vie della politica le diatribe sorte con il popolo palestinese ha allevato una generazione di persone disperate, senza futuro, pronte a tutto. Perché la vita nei campi di concentramento in cui sono ridotti i profughi palestinesi vale meno di niente.
E dove regna la disperazione cresce l'odio ed il terrore. Eppure gli israeliani dovrebbero sapere meglio di ogni altro popolo che la violenza non è mai una soluzione definitiva. I nonni degli attuali governanti dello stato di Israele hanno subito l'annientamento fisico e morale nei lager nazisti: nei loro cromosomi dovrebbbe esserci il rifiuto assoluto contro ogni forma di cattività, di coercizione e di violenza. Ed invece lo stato di Israele risponde alle nefandezze dei terroristi di Hamas con superiore e spropositata ferocia, mettendosi sullo stesso piano morale di fronte al tribunale della storia.
Ma la guerra è un business troppo redditizio perché venga abbandonato. Di cosa vivrebbe Israele se non facesse la guerra a qualcuno? Lo stato di Sion non ha alcuna materia prima, è edificato sulla arida pietra medio orientale. Alla vigilia delle nuove elezioni israeliane e nell'immediata vicinanza dell'insediamento di Barak Obama, lo stato di Israele vuole presentare il conto ed uno status quo vantaggiosi al nuovo presidente degli Stati Uniti, assai meno propenso a finanziare guerre remote rispetto al predecessore.
Ma non saranno queste le carte che consentiranno allo stato israeliano di vivere e propsperare nel medio oriente. Perché proprio gli ebrei ci hanno insegnato nel vecchio testamento che il Dio di Abramo non è incline al perdono nei confronti di chi semina odio ed uccide donne e bambini. Ed il tempo dell'odio non è un tempo senza fine.

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