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Fini, Annunziata ed il club degli indecenti

Per Gianfranco Fini, presidente della Camera dei Deputati, la puntata di giovedì scorso di "Anno Zero" ha superato i limiti della decenza. Dello stesso avviso è la giornalista RAI ed ex presidente dell'azienda televisiva di stato, Lucia Annunziata, che in diretta ha abbandonato la trasmissione condotta da Michele Santoro.
E' un dato di fatto che la trasmissione di Santoro sia "di parte", ma spesso è dalla parte giusta. Durante le settimane dell'invasione israeliana tutti i mass media hanno nascosto le più evidenti e sconcertanti verità. Ci hanno raccontato che i membri del partito di Hamas hanno rotto la tregua e non è affatto vero; hanno taciuto il fatto che l'esercito israeliano sta usando ordigni incendiari al fosforo bianco sopra centri densamente abitati, contro tutte le regole sancite dalla convenzione di Ginevra: ne siamo venuti a conoscenza solo perché l'esercito di Sion ha deliberatamente colpito una struttura dell'ONU.
Gianfranco Fini dovrebbe conoscere bene cosa sia l'indecenza: meno di dieci anni fa apparteneva ad un partito che non era gradito allo stato di Israele perché qualche autorevole esponente rimpiangeva il fatto che Hitler non avesse avuto il tempo di finire l'olocausto. Si saranno ravveduti grazie all'avvento di Berlusconi oppure sono sempre gli stessi lupi travestiti da agnelli per puro calcolo elettorale?
E che dire dell'Annunziata che, insieme al simpatico Petruccioli, non ha mosso un dito contro l'epurazione di Enzo Biagi quando faceva parte dei massimi livelli manageriali della RAI? Giornalista atoproclamatasi di sinistra ma buona per qualunque stagione elettorale (Lucia Annunziata: "Io, atea devota, ammiro Benedetto XVI", intervista di Bruno Volpe): è difficile credere che se ne sarebbe andata dalla trasmissione "Anno zero" se non ci fosse Berlusconi come presidente del Consiglio dei Ministri.
Per cortesia, Fini, Annunziata e quanti altri hanno ingrossato il carro del vincitore della guerra di turno: continuate ad occuparvi degli affaracci vostri a spese di noi cittadini che paghiamo i vostri stipendi con un prelievo fiscale pari al 30%. Ma almeno lasciate stare la decenza: è un territorio a voi sconosciuto e che non vi compete.

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