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Visualizzazione dei post da 2009

La maschera della felicità

Di nuovo qui, alla vigilia di Natale. Sono in ufficio, ormai deserto: ho visto scappare via tutti, fagocitati dalla macchina infernale dei festeggiamenti. Il cielo è grigio, pieno di nubi gonfie di pioggia ed il contrasto con gli addobbi natalizi è ancora più marcato. Fa caldo, ed è tutto maledettamente appiccicoso: i vestiti, i parenti, la gente che si affanna alla ricerca dell'ultimo inutile regalo. Vorrei anch'io tuffarmi in questa marea apparentemente festante, ma non riesco a divertirmi nell'euforia altrui. Eppure stasera occorrerà essere divertenti e loquaci, altruisti ed ospitali, sorridenti ed accomodanti: allora vado a cercare la maschera della felicità, dovrò pure averla messa da qualche parte. Invece ricordo perfettamente l'anno, il mese, il giorno e l'ora in cui l'ho riposta. Ogni tanto credo di averla addosso ma poi mi tocco il viso e sento la solita vecchia espressione, affogata nel fiume dei ricordi, quel fiume che decide sempre di esondare nei m…

NO B DAY

Per la prima volta nella storia della nostra repubblica avrà luogo una manifestazione popolare non organizzata da partiti od organizzazioni sindacali. Grazie ai nuovi mezzi di informazione (internet e Facebook) centinaia di persone confluiranno a Roma per dichiarare pacificamente il proprio dissenso nei confronti di Berlusconi e, soprattutto, di tutto quello che rappresenta. Domani si manifesterà contro il berlusconismo inteso come sommatoria di tutte le meschine piccinerie italiche, di tutte le egoistiche furbizie che rendono insopportabile la qualità della vita del nostro ex "bel paese".
E' una grande rivoluzione, è probabilmente l'inizio del superamento delle forme di associazionismo tradizionali, i partiti ed i sindacati, che ormai sono soltanto dei centri di potere scollati dalla realtà. Certo, il pericolo del "populismo" è sempre dietro l'angolo quando le masse non si riconoscono in un leader od in una ideologia. Ma questo movimento, diretta emanaz…

Obama il rivoluzionario

Il Presidente degli Stati Uniti d'America, Barak Obama, ha compiuto in questi giorni un atto che, se inserito negli usi e costumi degli USA, è il più rivoluzionario dai tempi della presa della Bastiglia. Far digerire alle lobbies statunitensi ed allo zoccolo duro conservatore nord americano, rimasto ai tempi del far west per quel che riguarda le politiche sociali, una legge che costringe lo stato a provvedere alle cure mediche per i meno abbienti è una rivoluzione copernicana.
Ancora risuonano nelle nostre orecchie le parole di Ronald Reagan e della famiglia Bush, parole di "deregulation assoluta", di predominio totale del mercato su ogni altra forma di associazionismo sociale, politico e culturale. Parole blasfeme, che hanno portato alla rovina l'intero sistema economico mondiale, che hanno fomentato l'intolleranza e l'integralismo: perché incrementare il divario tra ricchi e poveri genera inesorabilmente generazioni intrise di odio.
Ricordo come questa "…

Addio al dollaro

Per un momento dimentichiamoci delle cosucce di casa nostra e proviamo a guardare oltre. Il presidente della Banca Centrale Europea ed anche il governatore della Banca d'Italia avvertono che se la ripresa ci sarà, sarà debole e lenta e l'impatto sulla disoccupazione sarà ancora duraturo e drammatico. Colpa della crisi delle banche come vuol farci credere il ministro Tremonti? C'è di peggio e nessuno ne parla.
I paesi islamici, messi sotto assedio dalle politiche mortifere della famiglia Bush, hanno iniziato a mettere in discussione il ruolo del dollaro come moneta di scambio per l'acquisto del greggio. Il primo è stato Saddam Hussein e sappiamo tutti la fine che ha fatto: da strenuo difensore della laicità contro il fondamentalismo durante la guerra Iran - Iraq, è diventato il leader di uno stato canaglia, detentore di armi di distruzione di massa inventate di sana pianta dalla CIA. Ora tocca al premier iraniano a vendere il gas e petrolio in Euro: in men che non si dic…

Il partigiano Mike

Io appartengo alla generazione della televisione in bianco e nero e a quella che andava a letto dopo Carosello. Solo il giovedì era concessa una deroga: potevo andare a dormire dopo la fine del programma "Rischiatutto", condotto da Mike Bongiorno. Forse è per questo che i quiz televisivi hanno avuto su di me un fascino duraturo e quelli non presentati dal Mike nazionale li ho sempre considerati dei sottoprodotti, noiosi e sciatti.
Ancora ricordo i nomi dei campioni di "Rischiatutto": la signora Longari, Fabricatore ed il dottor Inardi. E' vero, allora c'erano solo due canali ed era facile affezionarsi ai programmi di "mamma RAI", ma i concorrenti di Mike non vincevano facendo ricorso alla dea bendata, dovevano sciorinare una cultura, seppur nozionistica, di tutto rispetto nei confronti della materia di cui si dichiaravano esperti. Erano bravi ma non erano geni irragiungibili e Mike Bongiorno era uno di noi, non aveva la pretesa di essere più intell…

In morte di Berlusconi?

Alcuni esponenti della presunta opposizione ed anche autorevoli "bloggers" hanno iniziato a scrivere il "de profundis" di Berlusconi. Sono convinti che la faccenda delle "escort" e la guerra al quotidiano della CEI "Avvenire" abbiano minato le fondamenta del potere berlusconiano. Già si fanno scenari politici del dopo cavaliere: c'è chi vede un grande centro cattolico e conservatore, guidato (è il caso di dirlo) da Cordero di Montezemolo in cui dovrebbero confluire l'UDC ed i transfughi del PDL.
Tutto questo sarebbe vero se gli scandali che sono venuti alla luce in questi ultimi mesi fossero frutto di una intensa attività di controllo fatta dall'opposizione, da un'informazione libera ed indipendente. In realtà il guano maleodorante che abbiamo visto crescere ed inondare tutta la scena politica italiana è conseguenza di un regolamento di conti tra le forze interne ed oscure che sostengono le attività e le fortune di Silvio Berlusco…

Questa mattina mi son svegliato

Come al solito il commento più azzeccato sulla bassa "querelle" tra Feltri e Boffo è stato fatto da Marco Travaglio. Feltri è sicuramente un pescecane al soldo di Berlusconi, pronto ad usare il suo "Giornale" come fosse un manganello, ma perché uno che viene condannato per molestie e che patteggia per evitare un imbarazzante dibattimento pubblico fa il direttore dell'"Avvenire" organo della CEI? Come mai lo stato del Vaticano tollera, anzi, cerca di insabbiare uno scandalo simile invece di dare il benservito al direttore?
Purtroppo questo triste episodio è l'ennesima conferma di come l'Italia non sia una democrazia i cui complessi equilibri sono regolati dalla corretta contrapposizione dei poteri legislativi, esecutivi e giudiziari. In realtà è una melma in cui forze occulte e di dubbia provenienza si controllano a vicenda, si spartiscono il bottino e talvolta si fanno la guerra, con i risultati che abbiamo potuto constatare in questi ultimi g…
Questo caldo schifoso ti toglie la voglia di pensare, figuriamoci quella di scrivere. In questo brodo appiccicoso e mellifluo i pensieri annaspano, cercano di venire a galla con un minimo di dignità ma poi vengono sopraffatti dall'afa.
Vorrei dire qualcosa su quei poveretti che sono annegati nel tentativo di avere un futuro, sulle follie dei leghisti, sulle enormi responsabilità politiche che gravano su un PD sempre più connivente con Berlusconi ed il Berlusconesimo. Ma non ci riesco.
E allora butto giù queste quattro righe senza alcun costrutto, nella speranza di esorcizzare la malinconia che spesso pervade il mio io. Cerco di entrare in un universo parallelo, fatto a mia immagine e somiglianza: in fondo i sogni sono desideri e desiderare di essere diversi oppure di essere altrove è un sogno antico come il mondo. Senza questo impulso nessun primate sarebbe sceso dall'albero ed avrebbe acquisito la posizione eretta.
Questi universi durano lo spazio di un mattino ma sono tutti li,…

2 agosto 1980 - 2 agosto 2009

Tutti quegli occhi ci guardano, silenti ed accusatori.
Noi, che non siamo stati capaci di stanare i colpevoli,
che abbiamo voltato lo sguardo altrove.
Noi, che abbiamo tollerato l'intollerabile
e dimenticato ciò che doveva essere scolpito nella pietra.
Noi, che non abbiamo saputo scendere in piazza
ogni giorno e fintanto che quei laidi che sapevano ed ancora sanno
non fossero ridotti a polvere della terra.
Quella polvere sopra il cratere di Bologna.
Quella polvere che ancora oggi inaridisce i nostri cuori
e penetra nei nostri occhi socchiusi,
privi di lacrime.

In memoria di Paolo Borsellino

In memoria di Paolo Borsellino, ucciso da chi oggi ancora è forte e se la ride, pensando ignobilmente di essere eterno.
In memoria di Paolo Borsellino, morente ogni giorno, ogni qual volta viene mortificato lo stato di diritto da una classe politica collusa, arrogante con i deboli e servile con i potenti.
In memoria di Paolo Borsellino, delle sue mille vite che rinascono nel cuore delle genti oneste, laboriose, che credono nello Stato come una casa comune, solidale ed accogliente, in cui ciascuno deve fare la sua parte in base alle proprie possibilità.
In memoria di Paolo Borsellino e di tutti quei magistrati che ogni giorno, silenziosamente, combattono i predatori della nostra felicità e gli assassini della democrazia, ineffabilmente presenti in tutte le televisioni, incensati oltre ogni dignitoso limite da esseri che di umano non hanno più niente.

L'Alta Carica

Il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, ha espresso preoccupazione e perplessità nei confronti della legge sulla "sicurezza" votata tempo fa alla Camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica. Tuttavia questi dilanianti dilemmi non gli hanno impedito di firmare la legge, divenendone di fatto complice.
Ciò non deve affatto stupire. Napolitano è stato eletto Presidente della Repubblica anche e grazie ai voti di Forza Italia, dunque non può e non è "super partes", tanto meno ha la liberta di esercitare una sua prerogativa, rimandare alle camere una legge in palese contrasto con i dettami costituzionali, quando essa va a ledere le vergognose suscettibilità della maggioranza di governo.
Giorgio Napolitano non è più il Presidente della Repubblica Italiana, o meglio, non lo è mai stato. E' il presidente di una confraternita di intoccabili, il garante di quel cumulo di privilegi che è diventato il Parlamento Italiano. Il suo compito è quello di f…

NO BLOG DAY

I giornalisti della carta stampata e quelli della radiotelevisione sciopereranno rispettivamente il 13 e il 14 luglio per protestare contro il disegno di legge del Ministro Alfano sulle intercettazioni. Questo blog aderisce allo sciopero in questione non pubblicando articoli nei due giorni in questione. Si invitano tutti i blog italiani ad aderire allo sciopero e a utilizzare il logo qui a lato per segnalarlo.

Una vita semplice

Voglio essere sincero, non amo molto l'estate e tutte le sue implicazioni. Non sopporto l'afa asfissiante che impedisce persino di pensare e non riescono ad appagarmi gli stereotipi di questa stagione.
Mi da il voltastomaco l'idea di dover fare la fila, incolonnato in mezzo a mille macchine per raggiungere un piccolo pezzo di spiaggia, preso d'assalto dopo pochi minuti da orde di vandali coatti ed ineducati, in mezzo ad un caldo insopportabile ed a un sole implacabile.
Perché non c'è una persona che non mi chiede dove vado in vacanza quest'estate? Perché questa ossessione morbosa di fuggire verso mete lontane ed inaccessibili ai più? Cosa aggiunge o toglie all'esistenza una settimana trascorsa in quei posti che vanno per la maggiore, mete ambite solo perché già raggiunte dal ragioniere del condominio accanto.
Io non cerco la felicità per una settimana, non voglio evadere dalla mia quotidianità, tutt'altro che semplice e confortante. Io desidero trovare la …

La rivoluzione interiore

In questi giorni non si fa altro che parlar di veline, escort e ballerine. Fior di giornalisti, politici, commentatori di ogni razza e colore si stracciano le vesti, inorriditi ed increduli. Ipocriti! E' un millennio che in Italia l'esercizio del potere è gestito in maniera abbietta e meschina. Ma quando le aberrazioni le compiono i signorotti che elargiscono il "panem et circensem" a chi oggi s'indigna, allora è facile girarsi dall'altra parte.
E' troppo semplice addossare a Berlusconi ed al suo popolo delle libertà condizionale tutto il marcio di questo nostro paese. In realtà non ci si vuole rendere conto di una verità desolante: l'Italia è un "non-stato", una "non-democrazia". In poche parole l'Italia non esiste. Non esiste come stato sociale ma non esiste neppure nella nostra coscienza civica.
Nel nostro misero immaginario lo Stato e le sue leggi sono un nemico da imbrogliare: le graduatorie, la meritocrazia, l'equità so…

Neda ciao!

Questa mattina mi son svegliato.
Oh Neda ciao!
Neda ciao!
Neda ciao!
Ciao, ciao!
Questa mattina mi son svegliato.
E ti ho vista morir.



E se tu muori da partigiana.
Oh Neda ciao!
Neda ciao!
Neda ciao!
Ciao, ciao!
E se tu muori da partigiana,
noi ti dovremo seppellir.

E seppellire lassù in montagna.
Oh Neda ciao!
Neda ciao!
Neda ciao!
Ciao, ciao!
E seppellire lassù in montagna,
sotto l'ombra di un bel fior.

E le genti che passeranno.
Oh Neda ciao!
Neda ciao!
Neda ciao!
Ciao, ciao!
E le genti che passeranno,
ti diranno "Che bel fior!"

È questo il fiore della partigiana.
Oh Neda ciao!
Neda ciao!
Neda ciao!
Ciao, ciao!
È questo il fiore della partigiana,
morta per la libertà!

Zia Cicci

Il 31 maggio 1971 ero un bambino che non aveva nemmeno compiuto 10 anni. Anche allora ero poco incline alle smancerie, ma, complice un tepore tipicamente primaverile, sentivo dentro di me un'euforia che difficilmente avevo provato e mai più provai negli anni a seguire. La scuola stava finendo, le interrogazioni erano andate bene e già pregustavo l'inizio della stagione balneare, allo stabilimento "Marechiaro". Tutti gli anni mio padre prendeva in affitto una cabina, un ombrellone ed una sdraio e con la 500 azzurrina zeppa di asciugamano, secchielli e panini col burro e marmellata andavamo nel litorale di Ostia. Stavamo solo mezza giornata, la mattina, e parcheggiavamo l'utilitaria ad un chilometro di distanza dallo stabilimento. Non era una questione di posti liberi, era una delle tante manie di mio padre, abitudinario fino alla psicosi. In quel posto c'era l'ombra ed in anni in cui le macchine non conoscevano i benefici dell'aria condizionata questa …

Il compagno Fini

Dopo avere ascoltato il discorso di Gianfranco Fini, fatto all'assemblea del costituente "Popolo della Libertà", c'è da chiedersi se il presidente della Camera dei Deputati abbia sbagliato partito o meno.
L'ex presidente della disciolta (od annessa) Alleanza Nazionale ha volato alto, toccando i temi dell'onestà contrapposta alla furbizia, dell'unità nazionale, della "questione meridionale" e, non ultima, della laicità dello stato, criticando aspramente la proposta di legge votata al Senato sul testamento biologico.
Forse, mentre scriveva il discorso, si è dimenticato di essere entrato dentro un partito che vanta il record di avvisi di garanzia e di condanne definitive dei suoi iscritti. Non rammenta che dentro il "Popolo delle Libertà" c'è gente come Pera che di laicità non vuole nemmeno sentirne parlare.
Al di la delle ovazioni e dei sorrisi di facciata, qualche colonnello di Forza Italia non deve aver digerito l'orazione di Fini…

Tutti a casa

Le dimissioni di Veltroni non sono "un gesto coraggioso" e di "grande dignità", come abbiamo letto in tutti gli editoriali dei giornali di questi ultimi giorni. Sono semplicemente un atto dovuto, la presa di coscenza del fallimento di una strategia politica e di una visione becero-riformista della società. Ma incolpare Veltroni delle scelte scellerate compiute dal PD è come sparare sul pianista. In realtà dovrebbero rassegnare le proprie dimissioni tutti i componenti dell'oligarchia del PD, a cominciare dall'odioso D'Alema, passando per l'astioso Francescini e l'incocludente Fassino. Mai cosi pochi uomini hanno saputo combinare dei guai così grandi: hanno distrutto una forza politica di sinistra per creare a tavolino una sorta di Frankenstein privo di anima ed emozioni. Hanno voluto falcidiare la cosiddetta "sinistra radicale" distogliendo l'attenzione nei confronti del vero grande problema del nostro paese: un piduista come presid…

Fini, Annunziata ed il club degli indecenti

Per Gianfranco Fini, presidente della Camera dei Deputati, la puntata di giovedì scorso di "Anno Zero" ha superato i limiti della decenza. Dello stesso avviso è la giornalista RAI ed ex presidente dell'azienda televisiva di stato, Lucia Annunziata, che in diretta ha abbandonato la trasmissione condotta da Michele Santoro.
E' un dato di fatto che la trasmissione di Santoro sia "di parte", ma spesso è dalla parte giusta. Durante le settimane dell'invasione israeliana tutti i mass media hanno nascosto le più evidenti e sconcertanti verità. Ci hanno raccontato che i membri del partito di Hamas hanno rotto la tregua e non è affatto vero; hanno taciuto il fatto che l'esercito israeliano sta usando ordigni incendiari al fosforo bianco sopra centri densamente abitati, contro tutte le regole sancite dalla convenzione di Ginevra: ne siamo venuti a conoscenza solo perché l'esercito di Sion ha deliberatamente colpito una struttura dell'ONU.
Gianfranco Fin…

Il tempo dell'odio

Il partito di Hamas è responsabile di feroci attacchi terroristici contro civili inermi ed innocenti: ma questa accolita di "gentiluomini" è stata creata da Israele. L'incapacità dello stato sionista di gestire pacificamente e con le vie della politica le diatribe sorte con il popolo palestinese ha allevato una generazione di persone disperate, senza futuro, pronte a tutto. Perché la vita nei campi di concentramento in cui sono ridotti i profughi palestinesi vale meno di niente.
E dove regna la disperazione cresce l'odio ed il terrore. Eppure gli israeliani dovrebbero sapere meglio di ogni altro popolo che la violenza non è mai una soluzione definitiva. I nonni degli attuali governanti dello stato di Israele hanno subito l'annientamento fisico e morale nei lager nazisti: nei loro cromosomi dovrebbbe esserci il rifiuto assoluto contro ogni forma di cattività, di coercizione e di violenza. Ed invece lo stato di Israele risponde alle nefandezze dei terroristi di Ham…

No, signor Napolitano, non ci sto.

Signor Presidente, il suo discorso tenuto il 31 dicembre a reti unificate ha ricevuto il plauso incondizionato di tutte le forze politiche e sindacali del nostro paese. Nessun accenno di critica, nessuna velata polemica: sono lontani i tempi in cui i discorsi di Scalfaro facevano imbufalire le truppe cammellate di Arcore.
Si dirà: questo perché il Presidente della Repubblica ha detto cose sagge e condivisibili, ed in parte è vero. Ma è come affermare che domani se non pioverà ci sarà il sole: difficile trovare smentite.
Lei ha messo il dito su molti mali che affliggono la nostra società: la sperequazione dei redditi, il precariato e, non ultima, la guerra che uccide donne e bambini in molte parti del mondo. Ma la sua ricetta è stata aberrante: ha chiesto coesione tra le opposte forze sociali e politiche per uscire dalla crisi, proprio a quelle forze che hanno fatto precipitare il mondo intero ed il nostro paese nella crisi più buia e devastante degli ultimi ottant'anni.
Lei è convint…