Questo blog è dedicato alla professoressa di letteratura italiana e latina, Loredana Rossi Molinaro, donna di grandissima cultura ed infinita umanità.

09/11/08

Bicamerale recidivante

1994: D'Alema suggerisce a Berlusconi una "bicamerale" per risolvere l'annoso (già allora) problema del conflitto di interessi. Fu come chiedere ad un piromane se gli andasse di accendere un falò. Ed in effetti quella bicamerale fallì miseramente, lasciando a Berlusconi tutti i suoi interessi ed alla sinistra italiana i conflitti. Altrove staremmo ancora a prendere in giro quel fesso che propose la bicamerale, che nel frattempo si sarebbe dimesso da ogni incarico e si sarebbe dedicato alla sua vita privata.
2008: D'Alema suggerisce a Fini una "bicamerale" per risolvere il problema (avvertito soltanto dal cavalier Berlusconi) della riforma costituzionale. Viste le premesse, secondo voi come andrà a finire? Chi godrà dei benefici della riforma: il popolo italiano o Berlusconi?
Da Berlusconi mi guardo io, da D'Alema ci salvi Iddio!

L'Obama de' noantri

L'elezione di Obama a presidente degli Stati uniti di America ha suscitato enorme entusiasmo in tutte le parti del mondo. E' indubbio come Obama incarni il sentimento di rivincita della gente di colore ed il desiderio di Marter Luther King di vedere abolite tutte le differenze razziali e religiose nel proprio paese. Ma Obama rappresenta anche il "sogno americano", ossia la convinzione che chiunque in America può raggiungere i propri obiettivi, indipendentemente dalla condizione sociale ed economica.
Tuttavia queste motivazioni sono troppo statunitensi per potere da sole spiegare la più che calorosa accoglienza che l'elezione di Obama ha ricevuto in Europa e nel mondo. La verità è che nella vittoria di Obama sono state proiettate tutte le frustazioni di un popolo, come quello italiano, vessato da politici al servizio dei poteri forti e delle mafie. Prima di lui è toccato a Zapatero l'investitura di salvatore immaginifico e ciò sta a dimostrare come il senso di impotenza e lo scoramento verso l'impossibilità di un cambiamento civile e democratico è ormai a livelli impressionanti.
Ieri ci è toccato leggere, sulle colonne dell'"Unità" il commento sarcastico ed acido di D'Alema che, incalzato dall'intervistatore che gli chiedeva come mai in Italia non sia possibile un ricambio generazionale della classe politica, affermava come lui avesse fatto un passo indietro ma che nessun giovane si sia proposto come suo sostituto. E' bene ricordare al baffuto skipper riformista quale sia la trafila per entrare in politica nel nostro paese, quali livelli di servilismo occorre raggiungere per sperare di diventare un misero portaborse di un sottosegretario di una circoscrizione. Nel PD, ma in qualunque altro partito italiano, Obama avrebbe avuto vita dura, così come Zapatero. Le loro posizioni nette ed inequivocabili sarebbero state interpretate come troppo radicali e pregiudizievoli nei riguardi del "dialogo" con l'esponente del partito a loro avverso. E la lotta contro le lobbies bancarie sarebbe piaciuta ai difensori delle scalate della BNL?
No, nella zattera italiana della politica c'è solo spazio per i figli, le amanti ed i nipoti. Meglio se scemi, così non rompono i coglioni.