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La gnocca al potere

Da alcune indiscrezioni sembrerebbe che esistano delle intercettazioni telefoniche molto imbarazzanti che riguardano il Presidente del Consiglio. Si vocifera che il premier abbia favorito l'ingresso di una o più signore nel proprio governo in cambio di prestazioni sessuali. Non so se queste voci siano vere o false né mi interessa molto appurarlo. Di certo non rimarrei affatto sorpreso se si scoprisse che tali dicerie fossero vere: questo atteggiamento nei confronti delle donne appartiene ad una sottocultura provinciale e conservatrice che da anni genera mostri nel nostro paese. Mostri che fanno carriera nella politica e nelle aziende, che trattano le donne come una protesi sessuale da mettere in mostra nei party e nelle occasioni mondane finché non ci si stanca. Ed allora sotto a chi tocca.
Ma la cosa più inquietante è stato l'atteggiamento di Berlusconi in queste ultime ventiquattro ore. Sembrava deciso a far passare con un decreto di urgenza le norme contro le intercettazioni, impermeabile a tutte le opposizioni ed inarrestabile come una Panzer Divisionen. Era già in sala trucco per farsi intervistare dal suo fido Mentana, poi, improvvisamente ed inaspettatamente, il ripensamento: niente Matrix e, soprattutto, niente decreto.
Sarà una coincidenza ma pochi giorni prima l'”Espresso” aveva pubblicato altre e succulente intercettazioni telefoniche tra il cavaliere ed il responsabile di “Rai Fiction”, Agostino Saccà. Ed insistenti si sono fatte le voci su presunti favori sessuali in cambio di un dicastero che riguarderebbero Berlusconi ed una misteriosa “Dama bianca”, assai vicina al cavaliere.
Dunque l'ombra dei ricatti incrociati ritorna sulla scena politica nostrana: come in una partita di poker Berlusconi e D'Alema si tengono stretti i loro assi, pronti a calarli al momento opportuno. Solo che il piatto siamo noi poveri cristi, costretti a vivere in un paese in cui tutti ricattano tutti e nessuno si occupa delle emergenze drammatiche che strangolano la nostra nazione.
Beppe Grillo è convinto che quest'autunno avverrà il “redde rationem” della casta, che la povertà, la precarietà e l'ingiustizia sociale spingeranno gli italiani a chiedere un ripulisti dell'attuale classe politica italiana. Non so se questo scenario apocalittico avverrà così presto, ma è certo che la crisi in cui versa il nostro paese è di difficile soluzione e non saranno certamente questi quattro soloni che risiedono in parlamento a tirare fuori le ricette che servono per dare un po' di sollievo alla povera gente che fatica sempre di più ad arrivare alla fine del mese, mentre il nostro Capo dello Stato festeggia allegramente i suoi primi ottantaquattro anni nei meravigliosi e suggestivi faraglioni di Capri.

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