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L'ombra dell'opposizione

In questi ultimi giorni stiamo assistendo ad una deriva xenofoba che lascia stupefatti. Le ronde di cittadini, l'assalto ai diversi, sia che portino il codino, sia che appartengano alla stirpe dei Rom, non sono fenomeni nati ieri ma sono frutto di una pericolosa latitanza dell'etica, della tolleranza e della coscienza civile. Questi valori non sono mai stati il propellente dei programmi delle destre e dei partiti conservatori, ma sono sempre stati appannaggio dell'azione dei partiti di sinistra, vere e proprie coscienze critiche della società e della politica. Tuttavia, dopo l'avvento di D'Alema al vertice del centro-sinistra italiano, il più grande partito progressista nazionale ha cambiato completamente rotta, iniziando a cercare il consenso tra i moderati, quelli che una volta venivano chiamati dispregiativamente i "borghesi". Costoro sono una massa variegata ma hanno un minimo comune denominatore che li accomuna: hanno bisogno di certezze, di sentirsi al riparo dentro le loro abitazioni. Non amano le novità, i cambiamenti, non si inoltrano in ragionamenti che mettono in discussione le loro pavide e fugaci certezze. Amano la quotidianità fatta di riti abitudinari, di code sulla tangenziale, di vacanze al mare e di settimane bianche, di automobili costose pagate a rate e di telefonini sempre più inutilmente tecnologici. Per conquistare questo elettorato intimamente conservatore il centro-sinistra si è spostato sempre di più a destra, abbandonando quelle posizioni di frontiera, scomode ma moderne, che hanno sempre contraddistinto i partiti progressisti. Ha banalizzato il proprio pensiero, omologandolo ed appiattendolo sulle posizioni del centro-destra; ha lasciato soli gli operai, i lavoratori, i precari ed i disoccupati per strizzare l'occhio alla confindustria ed alle banche. Ed i lavoratori li hanno abbandonati, votando la Lega o astenendosi in massa dal voto. Ma venendo meno alla propria vocazione critica e sociale, il centro-sinistra ha contribuito alla deriva verso atteggiamenti razzisti e xenofobi di una gran massa di gente che, pur sentendosi elettori progressisti, trova normale criminalizzare un intero popolo, come i rumeni, o un'intera razza come i Rom. Molte persone potevano essere civilmente indirizzate verso quegli alti valori di solidarietà e cooperazione, conquistati con secoli di lotte, di evoluzione culturale e giuridica: ma anche loro sono stati lasciati al proprio destino e sono andati ad ingrossare le fila del girone degli ignavi. L'operazione scientifica di eliminazione della sinistra, voluta dal management del PD e realizzata grazie all'insipienza dei dirigenti della Sinistra Arcobaleno, non è solo un errore politico: significa la creazione del pensiero unico, la morte della dialettica ed il trionfo del consociativismo. Se il sonno della ragione genera i mostri, l'oblio della sinistra provocherà un pericoloso abbassamento della soglia minima di senso civico che stiamo già sperimentando in questi nostri giorni e che, se non verrà fermato grazie all'esercizio di un'opposizione seria e non transigente sui valori fondamentali della tolleranza e della democrazia, porterà verso un regime di odio, di egoismo e di intolleranza che, in ogni periodo storico, ha provocato la nascita delle più odiose e feroci dittature.

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