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Divieto di svolta a sinistra




Non sono d'accordo con quei commentatori politici che si sono affrettati a seppellire la "sinistra" italiana. Non è sparita affatto, sono soltanto stati cacciati via dal parlamento i "sinistri", ovvero la classe dirigente che ha combinato una serie inenarrabile di disastri.
Come commentare il voto in favore dell'indulto? Anche il più sprovveduto dei politicanti si sarebbe accorto che quella legge serviva soprattutto a salvare le terga di Previti e dei furbetti del quartierino: gli strateghi della sinistra radicale hanno abboccato con tutte le scarpe, fingendo di credere che l'indulto avrebbe resole carceri meno affollate.
Hanno perso il rapporto con la gente e con i lavoratori. Nel tentativo di capire come funziona la stanza dei bottoni (senza ovviamente riuscirci) si sono dimenticati di andare nelle fabbriche, nelle periferie disagiate, tra gli inquilini sfrattati dagli immobiliaristi. E al posto loro si sono insediati la Lega al nord e la Destra nel resto d'Italia, col loro bagaglio populistico e xenofobo.
Non hanno nemmeno l'alibi del voto utile: il PD non è cresciuto nemmeno di un voto (in termini assoluti) rispetto alla somma dei voti che l'Ulivo, l'Italia dei Valori e i Radicali hanno raggranellato nelle politiche del 2006. E' aumentato l'astensionismo, a dimostrazione che gli elettori di sinistra, schifati dal comportamento dei loro rappresentanti, hanno preferito disertare le urne elettorali o annullare la scheda.
Occorre un azzeramento dei vertici della sinistra arcobaleno per tentare una "rifondazione" reale e non di facciata. Le dimissioni di Bertinotti non possono bastare a placare il malcontento di una base che chiede di tornare a far sentire la propria voce.
E' necessario riformulare una proposta politica basata su valori irrinunciabili come la difesa della dignità dell'uomo e del lavoratore dagli attacchi ormai globali che arrivano dai poteri forti, dalle "lobby" affaristiche e finanziarie che decidono la vita e la morte di milioni di persone con un batter di ciglia.
La sfida è improba, visto l'imbarbarimento etico e culturale generato da anni di distorta informazione mediatica, tutta o quasi nelle mani del Cavaliere. Se le sezioni di partito verranno aperte a tutti, se finalmente torneranno ad essere dei democratici laboratori di idee non tutto sarà perduto. Se continueranno ad essere dei trampolini di lancio per politici di carriera, sempre gli stessi, non solo dovremo sopportare Berlusconi ed i suoi discendenti per moltissimi anni: cominceremo ad avere difficoltà a distinguere gli uni dagli altri, scivolando lentamente in una morbida, soporifera e devastante dittatura.

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