Questo blog è dedicato alla professoressa di letteratura italiana e latina, Loredana Rossi Molinaro, donna di grandissima cultura ed infinita umanità.

20/04/08

Le latitudini del PD

Al nord stravince la Lega, e questo evento consente al centro-destra di vincere le elezioni. Invece di interrogarsi sui motivi politici e sociali che hanno portato a questa situazione, le menti sopraffine del PD decidono quella che, secondo loro, è la strategia migliore per contrastare la metastasi xenofoba ed egoista portata dal partito di Bossi: creare il PD del nord.
Bene, in questi ultimi venti anni di storia politica italiana credevo di aver sentito tutte le fesserie possibili ed immaginabili, ma questa del PD del Nord è la peggiore di tutte, o la migliore, a seconda dei punti di vista. Vi immaginate Fassino ai piedi della collina di Superga inneggiare al prode Gianduia e al re Carlo Alberto, fondatore del regno Sabaudo? O Cacciari, che aizza il popolo veneto ricordando gli antichi fasti dei Dogi e della Repubblica di Venezia?
Viene da piangere se si pensa che questi sono gli eredi della sinistra riformista di Nenni e Pertini, ma non ci si può stupire. I partiti hanno smesso di favorire il ricambio generazionale ormai da molti anni. Gli organigrammi sono pieni zeppi di figli, di amanti, di nipoti e pronipoti: tutta gente che si tramanda il seggio ed i voti per volontà divina. Poi quest'ultima legge elettorale ha accelerato ulteriormente l'arroccamento dei dirigenti e dei quadri: guardando la lista elettorale del PD nel mio collegio sono stati eletti personaggi che hanno distrutto i DS prima e l'Ulivo dopo e non sarebbero stati votati nemmeno dalle loro madri se fosse stato possibile scegliere le preferenze. Invece sono ancora lì, nel loro feudo, forti del loro consenso comprato dai voti di scambio, dai favori e dai ricatti.
I DS, RC, i Verdi, i Comunisti Italiani hanno avuto due anni per cambiare la legge elettorale e dare un segno di discontinuità forte nei confronti del Cavaliere e della sua accolita di servi in lista paga. Non l'hanno voluto fare, dimostrando di essere la brutta copia di Forza Italia ed Alleanza Nazionale. Oggi, con il PD del nord hanno deciso di scimmiottare anche la Lega e ancora si chiedono come mai Berlusconi abbia avuto la maggioranza dei voti dal 1994: il popolo italiano preferisce votare gli originali, piuttosto che degli ologrammi stupidi e privi di autonomia politica e intellettuale.

18/04/08

Divieto di svolta a sinistra




Non sono d'accordo con quei commentatori politici che si sono affrettati a seppellire la "sinistra" italiana. Non è sparita affatto, sono soltanto stati cacciati via dal parlamento i "sinistri", ovvero la classe dirigente che ha combinato una serie inenarrabile di disastri.
Come commentare il voto in favore dell'indulto? Anche il più sprovveduto dei politicanti si sarebbe accorto che quella legge serviva soprattutto a salvare le terga di Previti e dei furbetti del quartierino: gli strateghi della sinistra radicale hanno abboccato con tutte le scarpe, fingendo di credere che l'indulto avrebbe resole carceri meno affollate.
Hanno perso il rapporto con la gente e con i lavoratori. Nel tentativo di capire come funziona la stanza dei bottoni (senza ovviamente riuscirci) si sono dimenticati di andare nelle fabbriche, nelle periferie disagiate, tra gli inquilini sfrattati dagli immobiliaristi. E al posto loro si sono insediati la Lega al nord e la Destra nel resto d'Italia, col loro bagaglio populistico e xenofobo.
Non hanno nemmeno l'alibi del voto utile: il PD non è cresciuto nemmeno di un voto (in termini assoluti) rispetto alla somma dei voti che l'Ulivo, l'Italia dei Valori e i Radicali hanno raggranellato nelle politiche del 2006. E' aumentato l'astensionismo, a dimostrazione che gli elettori di sinistra, schifati dal comportamento dei loro rappresentanti, hanno preferito disertare le urne elettorali o annullare la scheda.
Occorre un azzeramento dei vertici della sinistra arcobaleno per tentare una "rifondazione" reale e non di facciata. Le dimissioni di Bertinotti non possono bastare a placare il malcontento di una base che chiede di tornare a far sentire la propria voce.
E' necessario riformulare una proposta politica basata su valori irrinunciabili come la difesa della dignità dell'uomo e del lavoratore dagli attacchi ormai globali che arrivano dai poteri forti, dalle "lobby" affaristiche e finanziarie che decidono la vita e la morte di milioni di persone con un batter di ciglia.
La sfida è improba, visto l'imbarbarimento etico e culturale generato da anni di distorta informazione mediatica, tutta o quasi nelle mani del Cavaliere. Se le sezioni di partito verranno aperte a tutti, se finalmente torneranno ad essere dei democratici laboratori di idee non tutto sarà perduto. Se continueranno ad essere dei trampolini di lancio per politici di carriera, sempre gli stessi, non solo dovremo sopportare Berlusconi ed i suoi discendenti per moltissimi anni: cominceremo ad avere difficoltà a distinguere gli uni dagli altri, scivolando lentamente in una morbida, soporifera e devastante dittatura.

11/04/08

Elogio dell'inutilità

L'utilitarismo è una corrente filosofica etica, che si occupa di stabilire quali comportamenti umani siano corretti e quali siano riprovevoli. In particolare i filosofi aderenti a questa branca definiscono "utile" ciò che arreca piacere e felicità.
Dunque essere costretti a votare due sole persone, Berlusconi o Veltroni, per giunta senza poter nemmeno esprimere la propria preferenza, non fa parte del libero arbitrio, non può quindi essere considerata cosa piacevole e quindi utile.
La nostra società ha completamente stravolto il concetto di utile, lo ha trasferito dalla sfera della soddisfazione morale a quello del raggiungimento degli obiettivi meramente materiali. Tutto oggi è mercificato: nel mercato globale anche i sentimenti ed i valori etici sono quantificati economicamente. Tutto quello che non contribuisce alla crescita del prodotto interno lordo, del fatturato e degli scambi economici è privo di valore, non esiste alcun indice macroeconomico che misuri la solidarietà, l'istruzione e la salute di un popolo.
Tutti gli errori della nostra generazione sono racchiusi in questa migrazione dal piacere alla ricchezza: solo chi confonde la felicità con il denaro può definire moralmente accettabili le guerre, la pena di morte, gli inceneritori e le centrali nucleari. Può accettare che migliaia di esseri umani vivano in condizioni miserevoli per di alimentare la differenza di potenziale tra paesi industriali e quelli del terzo mondo, che consente di avere forza lavoro a costi infinitesimali.
Gli uomini politici, seppure con diversi gradi di libertà, hanno sposato questa concezione materiale dello sviluppo, sono essi stessi frutto dell'aberrazione etica impostaci da chi ha accumulato enormi ricchezze.
Ecco perché occorre un grande gesto di inutilità in questa sessione elettorale, un' azione rivoluzionaria che ci affranchi da questi antichi fantasmi, retaggio di una politica sepolta dalle rovine della storia: votate secondo la vostra coscienza di uomini liberi e felici, non come servi sciocchi, indottrinati da pifferai pazzi ed insensati.
Io voterò per la lista civica "Per il bene comune" di Rossi e Montanari, per il coraggio delle loro scelte di programma e per la totale assenza di compromessi con chi ha fatto del mondo una pattumiera ed una prigione. La mia rivoluzione inizia da qui, con un gesto inutile ma felice.

07/04/08

IO BOICotto PECHINO 200otto II

Il Tibet è un paese occupato con la forza da più di cinquant'anni dalla Repubblica Popolare Cinese. I soldati di Mao ed il governo cinese hanno impedito al popolo tibetano di poter liberamente praticare il proprio culto e di esercitare il diritto all'autodeterminazione dei popoli. Tutto questo è avvenuto sotto il silenzio compiaciuto e compiacente dei paesi occidentali e degli organismi politici ed economici internazionali: la Cina è un mercato di dimensioni enormi e a nessuna potenza industriale conviene inimicarsi il governo cinese. Anche il nostro paese ha fatto la sua parte: delegazioni della Confindustra, accompagnate immancabilmente dal Presidente del Consiglio di turno, sono accorse nel paese della Grande Muraglia a magnificare gli enormi incrementi del loro prodotto interno lordo, trascurando alcuni dettagli etici trascurabili, come le torture che vengono comminate ai dissidenti, come l'applicazione sistematica della pena di morte, eseguita in maniera orrenda, con un colpo di pistola alla nuca del condannato, legato mani e piedi ed inginocchiato come un agnello sacrificale.
Il Comitato Olimpico Internazionale è da tempo un comitato di affari, gestito da personaggi che non hanno nulla a che fare con lo sport e che assomigliano sempre di più a finanzieri d'assalto e privi di scrupoli. Il CIO subisce di continuo le pressioni politiche degli stati membri: la Cina non ha chiesto di organizzare le Olimpiadi del 2008, lo ha preteso. Ha capito di poter sfruttare la vetrina internazionale dei giochi olimpici per dare una parvenza di legalità ad un governo dittatoriale che tratta i lavoratori come animali da soma, che consente ai propri dirigenti ed alle mafie locali un accumulo di ricchezze di dimensioni inimmaginabili. Così fece Mussolini, ai mondiali di calcio organizzati in Italia nel 1934, e così fece Hitler nelle Olimpiadi del 1936.
Nessuno ha avuto il coraggio di opporsi a questa auto candidatura, nemmeno gli Stati uniti, alle prese con una crisi economica drammatica che ricorda per molti aspetti quella del 1929. George Bush sarà presente a Pechino come ultimo atto di una carriera nefanda e distruttrice, per il popolo americano e per il mondo intero.
Questi sono i risultati di una visione della politica e dell'etica in termini esclusivi di mercato e di finanza. Le direttive non vengono individuate in base ai doveri morali e sociali ma alle convenienze economiche ed alle pressioni di gruppi di potere monopolistici che hanno la capacita di condizionare l'informazione e l'intera classe politica di molti paesi.
Per questi uomini è normale mandare a gareggiare un gruppo di atleti a pochi metri dalle carceri in cui non vengono rispettati i più elementari diritti umani, in nome del profitto e del mercato.
Per me è più importante la vita di un sol monaco tibetano che di tutti i dirigenti del CIO, di tutti i governanti accecati dalla corruzione del dio denaro, di tutti i pavidi "ma anch-isti", sempre attenti a non prendere posizione per poter cadere sempre in piedi.
Io boicotto queste olimpiadi macchiate di sangue, non vedrò alcuna trasmissione televisiva e cercherò di non acquistare i prodotti che sponsorizzano questo evento mediatico. Se lo faremo in tanti daremo un colpo mortale all'unica parte sensibile di questa congregazione di affaristi privi di scrupoli. Ecco il link dei siti che sponsorizzano la comitiva italiana a Pechino. IO BOICotto PECHINO 200otto