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Oggi sposi

Dopo un lunghissimo fidanzamento, nato nel 1994 ai tempi della finta bicamerale D'Alema - Berlusconi, si sta per consumare il matrimonio tra il PD e il PDL. In fondo li separa solo un lettera, la elle, ma per il resto tutto si somiglia.
Se si leggono i programmi dei due schieramenti verrebbe la voglia di fare una denuncia per plagio, anche se, ad onor del vero, non è ben chiaro chi abbia copiato l'altro.
Alla fine ha vinto D'Alema ed il suo progetto di "normalizzazione" del centro-sinistra. C'è poco da fare: il baffetto si è sempre fidato di più del cavaliere che non degli uomini della sinistra più o meno radicale. Ha preferito lasciare per 14 anni una rete a Berlusconi, evitando di combattere il conflitto di interessi, anziché darla vinta a Bertinotti sull'estensione dell'articolo 18 ai lavoratori delle piccole imprese o ai verdi sulla gestione della raccolta differenziata dei rifiuti.
Il risultato di questo patto scellerato è sotto gli occhi di tutti: il paese è sfibrato da una classe politica cristallizzata, ricattata e ricattabile, serva delle caste e casta essa stessa, incapace ad affrontare i problemi reali del paese o, peggio ancora, negletta.
Forse domani sapremo i nomi dei politici che hanno portato i soldi a Vaduz, ma state tranquilli: saranno solo mezze calzette, presta nomi e lacchè. I ladri, quelli veri, sono saldamente in sella e ci resteranno a lungo. Faranno bella figura nelle loro poltrone, venerati da giornalisti in libro paga, strapagati grazie al gettito delle nostre tasse. Altolà, dunque, don Abbondio. Questo matrimonio s'ha da fare.

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