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Visualizzazione dei post da Marzo, 2008

Il partito che non sai

Vogliono farci credere che per le ormai mortali spoglie italiche l'unica salvezza sia il duopolio di cartapesta costruito con certosina pazienza dai fidanzatini d'Italia D'Alema e Berlusconi. E' indubbio che il nostro paese abbia bisogno di stabilità e di programmi politici a lungo respiro, ma siamo sicuri che queste armate Brancaleone siano così solide e non si sfaldino come neve al sole dopo pochi mesi dalle elezioni?
Quando il trippone del Foglio tirerà in ballo la questione dell'aborto la Binetti ed i radicali staranno sullo stesso lato dello schieramento? E Fini e Buttiglione? Non ci saranno allora i soliti comunisti o quei scavezzacollo dei leghisti a far da alibi.
L'importante è che queste cose la gente non le sappia e quindi, dopo anni di litigi col cronometro alla mano, Berlusconi e Veltroni hanno deciso che la "par condicio" non s'ha da fare, alla faccia di tutti gli altri schieramenti.
Tuttavia non provo alcuna pena per la Sinistra Arcobal…

Liberisti d'accatto

In Italia gli imprenditori, specialmente quelli prestati alla politica, sono tutti liberisti. Amano le economie in cui lo Stato si faccia da parte e lasci spazio alla libera iniziativa ed al libero mercato. A parole. Nei fatti sono degli sciacalli, pronti a rilevare imprese decotte con i soldi pubblici: massimo risultato col minimo rischio. Anche il re dei "self made man", Silvio Berlusconi, appartiene alla razza accattona, pardon, padrona che si mette in campo lasciando gli oneri ed i rischi d'impresa allo Stato. Dopo ben quattordici anni di disonorata carriera politica si accorge che Alitalia ha bisogno di aiuto: e chi se non lui, tramite i suoi amatissimi figli, può salvarla, con una cordata di famiglia. Peccato che il nano di Arcore abbia deciso che a pagare questa nobile transazione siano tutti i cittadini, tramite un "prestito ponte" che il governo dovrebbe regalargli. E meno male che il suo partito-azienda propugna lo slogan "meno tasse": chiss…

Ciarrapico ed il Lodo Mondadori

Il caso "Ciarrapico fascista" in realtà nasconde una verità più grave e mira ad alzare un polverone affinché la gente non ricordi i trascorsi giudiziari dell'ex re delle acque minerali. Cito testualmente da Wikipedia:
Ciarrapico è stato condannato a quattro anni e mezzo di reclusione[1], ridotti in cassazione a 3 anni[2], per gli sviluppi della vicenda «Casina Valadier». Il 18 marzo è stato spiccato nei suoi confronti un mandato di custodia cautelare. E' entrato a Regina Coeli il 21 marzo e il 24 aprile gli sono stati concessi gli arresti domiciliari.
L'11 maggio viene revocato il mandato di custodia cautelare ma la libertà è breve perché Ciarrapico è di nuovo arrestato e trasferito a Milano, con l'accusa di finanziamento illecito ai partiti. Dopo sette anni, quindi nel 2000, l'affarista fu definitivamente condannato. Tuttavia venne affidato in ragione della sua età, ai Servizi Sociali.
Condannato anche nel processo relativo al crack del Banco Ambrosiano di …

Oggi sposi

Dopo un lunghissimo fidanzamento, nato nel 1994 ai tempi della finta bicamerale D'Alema - Berlusconi, si sta per consumare il matrimonio tra il PD e il PDL. In fondo li separa solo un lettera, la elle, ma per il resto tutto si somiglia.
Se si leggono i programmi dei due schieramenti verrebbe la voglia di fare una denuncia per plagio, anche se, ad onor del vero, non è ben chiaro chi abbia copiato l'altro.
Alla fine ha vinto D'Alema ed il suo progetto di "normalizzazione" del centro-sinistra. C'è poco da fare: il baffetto si è sempre fidato di più del cavaliere che non degli uomini della sinistra più o meno radicale. Ha preferito lasciare per 14 anni una rete a Berlusconi, evitando di combattere il conflitto di interessi, anziché darla vinta a Bertinotti sull'estensione dell'articolo 18 ai lavoratori delle piccole imprese o ai verdi sulla gestione della raccolta differenziata dei rifiuti.
Il risultato di questo patto scellerato è sotto gli occhi di tutti: …