Questo blog è dedicato alla professoressa di letteratura italiana e latina, Loredana Rossi Molinaro, donna di grandissima cultura ed infinita umanità.

29/03/08

Il partito che non sai

Vogliono farci credere che per le ormai mortali spoglie italiche l'unica salvezza sia il duopolio di cartapesta costruito con certosina pazienza dai fidanzatini d'Italia D'Alema e Berlusconi. E' indubbio che il nostro paese abbia bisogno di stabilità e di programmi politici a lungo respiro, ma siamo sicuri che queste armate Brancaleone siano così solide e non si sfaldino come neve al sole dopo pochi mesi dalle elezioni?
Quando il trippone del Foglio tirerà in ballo la questione dell'aborto la Binetti ed i radicali staranno sullo stesso lato dello schieramento? E Fini e Buttiglione? Non ci saranno allora i soliti comunisti o quei scavezzacollo dei leghisti a far da alibi.
L'importante è che queste cose la gente non le sappia e quindi, dopo anni di litigi col cronometro alla mano, Berlusconi e Veltroni hanno deciso che la "par condicio" non s'ha da fare, alla faccia di tutti gli altri schieramenti.
Tuttavia non provo alcuna pena per la Sinistra Arcobaleno, per i Socialisti e per la Destra di Storace: sono carrozzoni ben foraggiati dalla legge sul finanziamento pubblico dei partiti. Inoltre tutti questi sodalizi hanno almeno una testata giornalistica che li difende e che a sua volta gode di altri finanziamenti pubblici. Soldi nostri, sottratti alla sanità, alle scuole ed ai trasporti pubblici.
Invece stanno nascendo sodalizi di persone perbene, che non hanno dietro alcuna cordata di malaffare, né banche e tanto meno cooperative: uno di questi è "Per il bene comune", lista civica nazionale rappresentata dal dott. Stefano Montanari.
Per i più distratti ricordo che Montanari è ricercatore sulle nanopatologie, e direttore scientifico della Nanodiagnostics. Ma non voglio anticiparvi niente, leggete il programma nel loro sito e fatevi liberamente la vostra opinione: io mi sono convinto della loro buona fede, della valentia delle loro idee e per questo li voterò alla prossima tornata elettorale.
E' inutile tentare di cambiare musica se i suonatori sono sempre gli stessi: basta con le navi lussuose di Berlusconi e di D'Alema. E' ora di un po' di Montanari.

25/03/08

Liberisti d'accatto

In Italia gli imprenditori, specialmente quelli prestati alla politica, sono tutti liberisti. Amano le economie in cui lo Stato si faccia da parte e lasci spazio alla libera iniziativa ed al libero mercato. A parole. Nei fatti sono degli sciacalli, pronti a rilevare imprese decotte con i soldi pubblici: massimo risultato col minimo rischio. Anche il re dei "self made man", Silvio Berlusconi, appartiene alla razza accattona, pardon, padrona che si mette in campo lasciando gli oneri ed i rischi d'impresa allo Stato. Dopo ben quattordici anni di disonorata carriera politica si accorge che Alitalia ha bisogno di aiuto: e chi se non lui, tramite i suoi amatissimi figli, può salvarla, con una cordata di famiglia. Peccato che il nano di Arcore abbia deciso che a pagare questa nobile transazione siano tutti i cittadini, tramite un "prestito ponte" che il governo dovrebbe regalargli. E meno male che il suo partito-azienda propugna lo slogan "meno tasse": chissà dove pretende che il governo vada a reperire i soldi per questo prestito. Quello che spiace è che la maggioranza dei cittadini ascolti queste cose non da un ubriacone in procinto di essere gettato fuori dall'osteria, ma dal probabile prossimo presidente del Consiglio e, successivamente, dal futuro presidente della Repubblica. Se tanto mi da tanto, preferisco votare Vanna Marchi o nonno Ugo: almeno questi, quando ti rapinano, non pretendono anche che gli dici grazie.

11/03/08

Ciarrapico ed il Lodo Mondadori

Il caso "Ciarrapico fascista" in realtà nasconde una verità più grave e mira ad alzare un polverone affinché la gente non ricordi i trascorsi giudiziari dell'ex re delle acque minerali. Cito testualmente da Wikipedia:
Ciarrapico è stato condannato a quattro anni e mezzo di reclusione[1], ridotti in cassazione a 3 anni[2], per gli sviluppi della vicenda «Casina Valadier». Il 18 marzo è stato spiccato nei suoi confronti un mandato di custodia cautelare. E' entrato a Regina Coeli il 21 marzo e il 24 aprile gli sono stati concessi gli arresti domiciliari.
L'11 maggio viene revocato il mandato di custodia cautelare ma la libertà è breve perché Ciarrapico è di nuovo arrestato e trasferito a Milano, con l'accusa di finanziamento illecito ai partiti. Dopo sette anni, quindi nel 2000, l'affarista fu definitivamente condannato. Tuttavia venne affidato in ragione della sua età, ai Servizi Sociali.
Condannato anche nel processo relativo al crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, in primo grado a 5 anni e mezzo di reclusione, ridotti in appello a 4 anni e mezzo[3]. Successivamente gli sono stati condonati 4 anni, e condannato a scontare gli ultimi 6 mesi in "detenzione domiciliare" per motivi di salute[4]. La condanna è stata confermata dalla Cassazione[5]. Non ha mai risarcito i danni alle parti civili cambiando continuamente residenza.
Mi chiedo e chiedo a tutti voi: ma come si fa a votare un partito, il PDL di Berlusconi, che candida nelle proprie liste un personaggio del genere? Come si fa a credere ancora alle promesse di una classe politica siffatta? Ahi serva Italia!

01/03/08

Oggi sposi

Dopo un lunghissimo fidanzamento, nato nel 1994 ai tempi della finta bicamerale D'Alema - Berlusconi, si sta per consumare il matrimonio tra il PD e il PDL. In fondo li separa solo un lettera, la elle, ma per il resto tutto si somiglia.
Se si leggono i programmi dei due schieramenti verrebbe la voglia di fare una denuncia per plagio, anche se, ad onor del vero, non è ben chiaro chi abbia copiato l'altro.
Alla fine ha vinto D'Alema ed il suo progetto di "normalizzazione" del centro-sinistra. C'è poco da fare: il baffetto si è sempre fidato di più del cavaliere che non degli uomini della sinistra più o meno radicale. Ha preferito lasciare per 14 anni una rete a Berlusconi, evitando di combattere il conflitto di interessi, anziché darla vinta a Bertinotti sull'estensione dell'articolo 18 ai lavoratori delle piccole imprese o ai verdi sulla gestione della raccolta differenziata dei rifiuti.
Il risultato di questo patto scellerato è sotto gli occhi di tutti: il paese è sfibrato da una classe politica cristallizzata, ricattata e ricattabile, serva delle caste e casta essa stessa, incapace ad affrontare i problemi reali del paese o, peggio ancora, negletta.
Forse domani sapremo i nomi dei politici che hanno portato i soldi a Vaduz, ma state tranquilli: saranno solo mezze calzette, presta nomi e lacchè. I ladri, quelli veri, sono saldamente in sella e ci resteranno a lungo. Faranno bella figura nelle loro poltrone, venerati da giornalisti in libro paga, strapagati grazie al gettito delle nostre tasse. Altolà, dunque, don Abbondio. Questo matrimonio s'ha da fare.