Questo blog è dedicato alla professoressa di letteratura italiana e latina, Loredana Rossi Molinaro, donna di grandissima cultura ed infinita umanità.

31/12/07

O Dini o morte!

Il metodo usato dall'antipaticissimo Dini per portare avanti le proprie idee programmatiche è assolutamente inaccettabile. Forte (o debole) del fatto che basta lo spostamento di un senatore per far cadere il governo, ha posto un diktat ricattatorio al morituro governo Prodi. E' un doppio errore quello dell'ex premier: in primis perché si è attirato l'odio di tutto il paese, sia della fazione di centrodestra che di quella del centrosinistra. In secundis perché ha distolto l'attenzione dal merito al metodo: tutti odiano Dini e nessuno conosce i suoi famigerati sette punti. E questo è il danno più grave perché le questioni poste da Dini meriterebbero una grande attenzione e, comunque, un dibattito politico aperto.
Il senator Lamberto chiede la diminuzione della spesa pubblica attraverso la eliminazione delle inutili e costosissime provincie. E' significativo come la ribellione a questa proposta venga dalla mucillagine dei partitucoli di destra e sinistra: le provincie, proprio per la loro inutilità, vengono affidate ai "due di briscola", agli alleati piccoli di numero e di idee, come contentino economico al loro appoggio elettorale. Ed il lavoratore dipendente paga queste prebende con la propria busta paga.
Viene chiesta anche la rinuncia alle centinaia di programmi inconcludenti che investono il meridione e che sono soltanto un metodo legalizzato di riscossione di tangenti da parte del sottobosco politico del sud Italia. Era su queste cose che il giudice De Magistris si era concentrato ma l'ineffabile Mastellik ha provveduto a renderlo inoffensivo.
Si propone anche il ridimensionamento del ruolo della politica nella gestione della sanità pubblica: anche gli ospedali e le ASL sono un serbatoio di soldi che rientrano nelle tasche dei partiti in maniera legale. Ecco perché i "dirigenti" delle strutture sanitarie sono strettamente legati ai partiti e nessun partito, di destra e di sinistra, si sognerebbe mai di sostituire questi burocrati di apparato con dei manager bravi, onesti e magari anche laureati in medicina.
Io aggiungerei un ottavo punto: l'obbligo di rispetto del mandato da parte dei politici affinché a nessun politico sia consentito di essere eletto con i voti del centrosinistra e poi schierarsi col centrodestra e viceversa. Si eviterebbe così il penoso teatrino del mercato dei senatori, pagati un tanto al chilo come alla fiera dei buoi. Chissà se il senatore Lamberto Dini sarebbe d'accordo.

13/12/07

Adios, companeros!

Oggi ai funerali degli operai torinesi deceduti mentre lavoravano nella fabbrica della TyssenKrupp sarà sicuramente presente una nutrita delegazione di personalità politiche locali e nazionali. Indosseranno la faccia da funerale, cercheranno di mettersi seduti accanto ai familiari e in posti ben coperti dalle telecamere e dalle macchine fotografiche. Questi eterni farisei contano sulla smemoratezza delle persone, sul fatto che la gente ha dimenticato che la stragrande maggioranza di questi galantuomini ha votato in Parlamento a favore dell'indulto e che tra i reati compresi in questa bonifica è compresa la pena di omessa sicurezza nei luoghi di lavoro. In parole povere chi ha contribuito a minare la sicurezza del luogo di lavoro, mettendo a repentaglio la vita degli operai e dei lavoratori, non si farà nemmeno un giorno di carcere se questo reato è stato commesso nel 2006.
Con che coraggio questi signori si rivolgeranno alle vedove, ai figli delle vittime? In nome di chi parleranno: del popolo italiano che indegnamente rappresentano o in nome delle loro prebende e cadreghini? Se queste parole sono l'esemplificazione dell'"antipolitica" ebbene allora sono orgoglioso di appartenere ad una categoria antitetica a quella frequentata da Berlusconi, D'Alema, Casini, Fini e compagnia cantando.
Quando, fra trecento anni, i ragazzi leggeranno sui libri di scuola le sorti del nostro paese all'inzio del terzo millennio, increduli alzeranno lo sguardo, come oggi facciamo noi quando pensiamo alle condizioni di vita durante il feudalesimo ed il medioevo.
E ringrazieranno quei pochi che oggi hanno il coraggio di uscire dal coro gaudente del partito democratico e del popolo di Berlusconi, dalle colonne codarde ed infami che infauste ci conducono all'abisso dell'etica.