Passa ai contenuti principali

Addio Enzo

Enzo Biagi non era un comunista. Per anni è stato un cronista gradito all'establishment, tanto da diventare direttore del TG1 del democristianissimo Bernabei. Però non era un leccapiedi, al telegiornale di stato non resistette moltissimo. Preferì tornare al suo grande amore: i reportage sull'attualità e l'informazione di approfondimento. Memorabili i suoi programmi ed inconfondibile il suo stile: pacato, quasi bonario, ma tagliente più di una lama affilata.
Enzo Biagi non amava frequentare il palazzo ed i potenti se non per realizzare le sue formidabili interviste: aveva sempre gli stessi amici ed un unico grande amore, la sua adorata moglie. Fu uno dei pochi che, nel 1968, andò ai funerali del suo carissimo amico Giovannino Guareschi, monarchico e reazionario: ma in lui Enzo Biagi sapeva vedere la grande fede, l'amore per la gente della sua terra e la sferzante ironia con cui sapeva fustigare i costumi degli uomini politici di allora, castigatissimi se paragonati a quelli della ciurma che è approdata al parlamento nei giorni nostri.
Credeva di averle viste tutte Enzo Biagi: la guerra, l'occupazione nazi-fascista, le stragi degli anni di piombo, pensava di terminare la sua brillante carriera di giornalista con quella sua garbata ironia e quel feroce distacco di chi dorme sonni tranquilli perché ha la coscienza a posto.
Ma il peggio doveva ancora arrivare ed aveva le sembianze di un uomo piccolo e non solo di statura. Questo autoproclamatosi "self made man" seppe sfruttare le sue conoscenze politiche e la sua appartenenza alla P2. Nel giro di pochi anni accumulò una fortuna con le frequenze televisive regalategli dal governo Craxi e che ancora oggi, come nel caso di Rete4, occupa abusivamente.
Pochi giornalisti avvertirono puzza di bruciato, forse perché molti, ed anche a sinistra, sono finiti nel suo libro paga. Tra i primi, due giornalisti iniziarono ad indagare ed a raccontare, due moderati e sicuramente conservatori: Indro Montanelli ed Enzo Biagi. Le ire del piccoletto non tardarono a concretizzarsi: Montanelli fu costretto a dimettersi dalla direzione de "Il Giornale"; Enzo Biagi fu epurato dalla RAI da zelantissimi funzionari, sempre pronti a gettarsi tra le braccia del potente di turno, dopo l'emanazione del famigerato "editto bulgaro".
E' lì che Enzo Biagi ha iniziato a morire: essere tacciato di terrorismo mediatico ad ottant'anni, oltre che ridicolo è avvilente per un giornalista ed uno scrittore letto ed amato in tutto il mondo. E la morte della sua adorata consorte ha acuito quel senso di vuoto e di solitudine cui l'epurazione lo aveva gettato.
Ha avuto il merito di ricevere tante attestazioni di stima e, soprattutto, è riuscito a riottenere quello spazio televisivo che per cinque lunghi anni gli era stato violentemente usurpato. Ma quel velo di tristezza sugli occhi niente è nessuno è riuscito a mandarlo via.
Oggi se ne è andato e siamo tutti più soli. Perché quando muore un uomo libero è come se morisse un pezzo della libertà di ciascuno di noi.
Addio Enzo Biagi: questa Italia provinciale e provvisoria, come la definiva sessant'anni fa il tuo amico Giovannino Guareschi, cominciava a starti troppo stretta.

Post popolari in questo blog

Lettera a mia zia

Cara Zia Cicci, anche quest'anno ti scrivo, con un po' di ritardo ma mi scuserai: la vita frenetica, il lavoro ed i pensieri mi hanno impedito di scriverti ieri, il 31 maggio, il giorno in cui ci hai lasciato. Perché ti scrivo, pur sapendo che mai potrai leggere queste poche righe? Un po' perché mi manchi da 41 anni, ma questo già lo sai. Un po' perché scrivendoti parlo a me stesso, e questo mi fa bene. In questi ultimi giorni non ho fatto altro che cercare notizie sulla data del 31 maggio 1971: magari, leggendo qualche vecchio articolo, mi torna in mente un episodio, un ricordo che mi parla di te. Ma per quanto mi sforzi, la memoria di quei giorni è impetuosa nei dettagli e contemporaneamente sbiadita nell'insieme. Fatico anche a ricordare il tuo viso vero e mi aggrappo a vecchie foto ingiallite dal tempo, illudendomi di riconoscere un sorriso, un espressione. Forse mi manchi perché te ne sei andata troppo presto ed in qualche modo ti ho idealizzato. Ma tu mi vol…

Emma e Diana

"Parole di Pane" è una bella iniziativa di Emma Saponaro e Diana Sganappa (in rigoroso ordine alfabetico). Come esse affermano nel loro blog si tratta della pubblicazione di "Un libro per dare voce a chi voce non ha". Vengono pubblicati piccoli racconti che hanno come oggetto il cibo nelle sue varie declinazioni ed i proventi delle vendite andranno a favore della "Associazione Familiari e Sostenitori Sofferenti psichici della Tuscia (A.fe.SO.psi.T)". Invito tutti i lettori del mio blog a frequentare il sito di "Parole di Pane" per sapere come acquistare il libro. Tra l'altro troverete al suo interno un mio racconto, dal titolo "Pane e Formaggio": avrete dunque il privilegio di poter leggere il primo componimento del sottoscritto, che sicuramente darà la stura ad una brillante carriera letteraria che farà impallidire il vasto panorama culturale italiano ed europeo. Sicuramente potrete acquistare il libro sabato 24 maggio alle 19:30…

Divieto di svolta a sinistra

Non sono d'accordo con quei commentatori politici che si sono affrettati a seppellire la "sinistra" italiana. Non è sparita affatto, sono soltanto stati cacciati via dal parlamento i "sinistri", ovvero la classe dirigente che ha combinato una serie inenarrabile di disastri. Come commentare il voto in favore dell'indulto? Anche il più sprovveduto dei politicanti si sarebbe accorto che quella legge serviva soprattutto a salvare le terga di Previti e dei furbetti del quartierino: gli strateghi della sinistra radicale hanno abboccato con tutte le scarpe, fingendo di credere che l'indulto avrebbe resole carceri meno affollate. Hanno perso il rapporto con la gente e con i lavoratori. Nel tentativo di capire come funziona la stanza dei bottoni (senza ovviamente riuscirci) si sono dimenticati di andare nelle fabbriche, nelle periferie disagiate, tra gli inquilini sfrattati dagli immobiliaristi. E al posto loro si sono insediati la Lega al nord e la Destra nel …