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La via di fuga

Quando mi assalgono i pensieri più neri e tutto l'universo sembra collassare sopra le mie spalle riesco a trovare consolazione in quei pochi minuti che separano la veglia dal sonno, quando vado a coricarmi a letto. Abbiamo fatto un patto, il mio giaciglio ed io: le preoccupazioni non possono salire nel letto ma debbono rimanere sul pavimento, tra le pantofole, pronte per essere indossate l'indomani. Liberato da questo fardello e coricato da un lato, inizio a sognare le immagini che maggiormente mi acquietano, in genere luoghi e ricordi della mia infanzia. In queste ultime notti il leitmotiv che mi accompagna al sonno é la vecchia casa dei miei nonni. Una casa modesta di nemmeno 50 mq., con due camere, una cucina ed un piccolo bagno ricavato all'interno di essa. Ricordo la cucina economica a legna, adibita alla preparazione delle vivande ed al riscaldamento della casa. Gli scaldaletto in ghisa, con dentro la brace ardente, messi dentro le coperte dei letti per tenerli al c…
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L'alberello

La casa dei miei nonni è situata su una aspra salita che porta verso la piazza comunale. Lungo i marciapiedi della via erano piantati, sino a qualche anno fa, una serie di piccoli alberelli di Bossolo: uno di essi era posto proprio davanti alla porta della casa dei nonni, quasi a farne da guardia. Gli arbusti di bossolo non sono alberi imponenti come la quercia o il pioppo, non riparano dalle intemperie né forniscono l'ombra di un ciliegio. Eppure mio nonno, durante i mesi della canicola estiva, accostava la sedia "da regista" al tronco e si sedeva sotto il piccolo ombrello d'ombra con la sua inseparabile "Settimana Enigmistica". Si immergeva a capofitto tra cruciverba, sciarade e rebus con la sua penna Bic inderogabilmente nera e a punta fine e a me lasciava i giochi più semplici, come collegare una sequenza di punti numerati o annerire delle porzioni di una vignetta per ottenere un disegno di senso compiuto. Mi sembra ancora di vederlo, elegantissimo, se…

Orfano di miracoli

Vorrei pensare a te
come ad un fastidio
ed i tuoi comportamenti
come capricci
di un bimbo viziato.
Lavarmene le mani
e lasciarti solo
al tuo destino.
Ma ti voglio bene
ed il tuo dolore
è il mio.
Le tue paure
sono le mie.
La tua ira
è la mia.
Due sopravvissuti
di un mondo troppo difficile.
Dissanguati e stremati.
Vorrei darti coraggio
ma non ne ho.
Vorrei trovare le parole giuste
ma non le conosco.
Vorrei prendere sulle mie spalle
i tuoi orribili pensieri
e portare il dolce fardello
al posto tuo.
Ma non si può.
Ti abbraccio
raccogliendo la speranza
o quel che ne resta,
orfano di sorrisi
e di miracoli.

Stamattina ho pensato a te.

Stamattina ho pensato a te, mentre prendevo le medicine per l'ipertensione. Riflettevo tra me e me e dicevo che se avessi avuto a disposizione questo farmaco forse non te ne saresti andata, colpita da un ictus cerebrale, il 31 maggio del 1971, a soli 50 anni. Forse se avessi fumato meno le arterie avrebbero retto meglio alla tua pressione alta, forse. O forse non sarebbe cambiato niente. Perché, cara zia Cicci, è stata la tua fragilità a renderti così vulnerabile e delicata. Gli altri non possono capire, soprattutto quelli a cui tutto scivola addosso: tu soffrivi anche per una parola detta con tono perentorio, per un'ingiustizia subita da una persona cara. Avevi la lacrima facile che spesso nascondevi dietro una risata argentina, coinvolgente e contagiosa. Ne hai avuti di motivi per piangere, cara zia, rimasta orfana troppo presto, con un fratello più piccolo cui fare da madre, il dolore di non potere avere figli, un marito disattento, superficiale, probabilmente nemmeno fede…

Serve ancora andare a votare?

Adesso come convinciamo i ragazzi di 18 anni che è giusto andare a votare? Dopo la tragedia costituzionale che si è abbattuta sul nostro paese, di una gravità inaudita, qual è il senso delle elezioni e della importanza del voto? Se la maggioranza di un parlamento, rabberciata e conflittuale quanto volete, non ha la libertà, il diritto ed il dovere di esprimere, attraverso un primo ministro, la lista dei ministri che rappresenta la volontà popolare degli elettori, il voto si svuota di qualunque significato politico e giuridico. Questo è l'arbitrio più grave che imputo all'attuale Presidente della Repubblica: aver svilito l'espressione della maggioranza degli italiani esercitata liberamente e democraticamente attraverso il voto popolare. E questo non è certamente un'azione da garante della Costituzione Italiana. Avrei voluto non dover mai assistere ad un insulto così grave alla Costituzione: tutto questo ci riporta indietro di molti anni, anni in cui una sola persona de…

Saranno mesi difficili

Saranno mesi difficili i prossimi a venire, sia che si faccia che non si faccia il governo Conte. Toccherà ascoltare le falsità più maligne da parte di chi ha portato il paese sull'orlo della catastrofe in cui si trova adesso. Aiutati, occorre dirlo, da una massa di beoti ignoranti che per malafede o stupidità danno ancora credito alla classe politica più screditata d'Europa se non del mondo. E da una servitù di giornalisti in libro paga, terrorizzati di perdere il loro cadreghino indebitamente conquistato. La macchina del fango ed il "Metodo Boffo" si sono già messi all'opera: nemmeno quando Berlusconi tentò di spacciare una minorenne come nipote di Mubarak si è assistito ad un fuoco di sbarramento così compatto e ad alzo zero. Anche il Colle non si dimostra estraneo a questa commedia degli orrori: quanti nani e ballerine abbiamo visto entrare ed uscire nei vari dicasteri senza che Mattarella ed i suoi degni predecessori abbiano avuto alcunché da eccepire? Siam…

Viva l'Europa dei popoli

Io sono un convinto "europeista", lo sono sempre stato sin da quando ho studiato la "Giovine Europa" di Mazzini ed il "Manifesto di Ventotene" di Spinelli. E proprio per questo mi sento di dover dire con forza ed indignazione che l'Europa che abbiamo davanti agli occhi ogni giorno fa orrore. Non è un Europa di popoli, una realtà politica federale. E' un coacervo di camerieri e maggiordomi della banche di affari internazionali, dei peggiori usurai che prestano a strozzo i loro denari ai governi e che quindi li ricattano a proprio piacimento, svuotando di significato la sovranità popolare. Essere contro questa Europa di faccendieri lussemburghesi non è antieuropeismo, semmai significa essere i veri difensori dell'Europa unita, i partigiani di una entità politica, sociale e morale che si muove e vive in favore dei più deboli e di chi non ha voce. Sissignori io sono un partigiano della vera Europa e per questo invito chiunque non abbia interessi perso…