Passa ai contenuti principali

Post

Continuano le stelle a cadere

Ti parlo lentamente, abbassando il tono della voce. E' una tecnica che la vita mi ha insegnato e sembra funzionare. Le...Pubblicato da Stefano Maciocchi su Venerdì 18 agosto 2017
Post recenti

Quanto sei bello

Quanto sei bello fratello mio quando hai lo sguardo rivolto altrove, verso mondi che esistono solo nella tua mente ed inaccessibili a noi tutti. Quanto sei bello quando ti dimentichi di metterti le scarpe ed esci in ciabatte, con la maglietta con qualche macchia di ragù ed i pantaloni che ti calano perché hai perso qualche chilo. Quanto sei bello quando mi chiedi mille volte l'anno della mia nascita, l'arrivo dell'ora solare ed i giorni che mancano alla fine dell'anno. Quanto sei bello quando non ne puoi più, ed inizi a dimenare tutto il corpo, con lo sguardo socchiuso e la bocca semi aperta. Quanto sei bello quando gli altri ti guardano con gli occhi sgranati di chi non conosce la diversità e naviga nelle acque tranquille del tran-tran quotidiano. Quanto sei bello quando ti siedi sul divano ed inizi a dondolare, chiudendoti al mondo circostante, alla ricerca di un po' di quiete e serenità. Quanto sei bello quando tutto e tutti vorrebbero metterci l'uno contro…

Scrivo per me.

Sono sdraiato sul divano della sala, in mutande. Non c'è più l'afa opprimente dei giorni appena trascorsi ma i muri delle case continuano ad irradiare di calore le stanze ed i mobili. Fisso con lo sguardo il solaio bianco della stanza. Cerco di non pensare a niente e venti gocce di benzodiazepine mi aiutano a raggiungere questo obiettivo. E' quasi l'una di notte, chissà se Andrea, mio fratello, dorme. Ha saltato anche questa sera, come tutte le sere da una settimana a questa parte. Saltare in realtà non è la descrizione giusta del suo comportamento nei momenti di crisi. Si dimena, socchiude gli occhi, il labbro inferiore sporge sulla bocca semi aperta. Gli avambracci si muovono velocemente in alto e in basso, come se volesse cacciare via i mostri che affollano la sua mente e a volte gli rendono la vita insopportabile. Cerco di tenere gli occhi ben aperti, ipnotizzati dal bianco dell'intonaco, perché se li chiudo la scena di Andrea mi appare nitida e surreale. Dovr…

Dialogo impossibile con mio fratello

"Ciao Andrea". "Ciao Stefano". "Come stai?". "La mattina mi sento meglio, sarà che scendo sotto casa a prendere il fresco, sarà che andiamo a prenderci il succo di frutta al bar....". "E poi il pomeriggio che succede?". "Non lo so, Stefano, forse è questo caldo asfissiante. Ad un certo punto mi prende un nervoso assurdo, mi vengono in mente tutte le cose che più mi danno fastidio. E allora perdo il controllo.". "Cos'è che ti da fastidio?". "Non posso dirtelo.". "Perché?". "Perché ho paura di farvi soffrire, tu, mamma e papà. Ho paura che la famiglia si disgreghi se io vi dico esattamente quello che provo. Ed io questo non lo voglio." "Ma noi siamo una famiglia unita, papà e mamma sono sposati da tanti anni, io vengo a trovarti appena posso, ci vogliamo bene, seppure a modo nostro, senza troppe coccole ed affettuosità.". "No, Stefano, non posso rischiare che voi soffr…

Depresso sarai tu!

Sì, mi sono lasciato andare. Ma vorrei vedere voi subire quello che ho vissuto io negli ultimi due anni e poi misurare le vostre reazioni. Forse ho preso per depressione quella che invece è una dose massiccia e, per molti, letale di sfortuna, una roba che credo sia da guinness dei primati. No, non iniziate a rompere i coglioni col vittimismo: ho prove concrete, fatti circostanziati dell'accanimento della sorte avversa nella mia vita. E passiamo all'elenco. Ho un fratello malato di handicap psichico grave; una madre cieca, diabetica e cardiopatica; un padre ottantasettenne che non può più badare alla moglie ed al figlio come ha sempre fatto nel corso della sua vita; ho subito una procedura di mobilità (licenziamento collettivo) da cui mi sono salvato a stento e sono in attesa di scoprire quali altre mosse si inventerà il mio datore di lavoro per mandarmi a casa. A cinquantasei anni. In Italia, paese noto per la facilità in cui si trova lavoro stabile. E' una quantità di sf…

Perchè

Perché a me, perché proprio a noi. Quante volte ho pronunciato questa frase, sottovoce, col capo chino e gli occhi fissi su un inesistente punto terreno. Oppure gridando alla luna per far arrivare il mio lamento alle orecchie degli dei. Ho bestemmiato, ho imprecato ripetendo all'infinito: perché. Cosa spinge il destino a mandare croci senza senso, ad accanirsi sulle vite degli uni e risparmiare le vite degli altri. Dio non è una risposta, per me. Non riesco a trovare conforto nel cono d'ombra provocato dai limiti della scienza e della umana conoscenza. Non si può sprecare l'esistenza nell'attesa di un paradiso invisibile, nella speranza di promesse intangibili. Qui siamo nati e qui occorre lottare per conquistare un microscopico ed effimero pezzo di felicità. Ma non partiamo tutti alla pari ed è questo il grande mistero della vita, non l'esistenza di dio. Il dolore non è un dono e nessuno, se non un essere demoniaco, ci mette alla prova attraverso le sofferenze. D…

Il mare negli occhi

Cerco il mare nei tuoi occhi
così scuri ed agitati,
ma c'è solo vento e tempesta.
E le mille paure
che abbiamo iniziato a conoscere
ma non a capire.
Cerco il mare nei tuoi occhi
e di riflesso nei miei,
che non conoscono pace
se tu pace non hai.