11/08/11

Quando il dolore ti guarda negli occhi

Ci sono esperienze nella vita che lasciano il segno. Ti colgono impreparato, non danno il tempo di riflettere, di assorbire il colpo. E non fai altro che ripeterti "Perché a me, proprio a me?". Un secondo prima la vita scorre nei soliti binari; poi le ansie, le gioie, le incazzature e le paranoie vengono spazzate via da uno tsunami di dolore ed angoscia, da lacrime e sangue.
Tutte le certezze su cui hai fondato l'esistenza perdono di valore: il lavoro, la casa, l'automobile, il giardino appena rasato si allontanano nel buio e non hai nemmeno il tempo di pensarci. Il dolore, soprattutto quello fisico, cambia le priorità, sovverte l'ordine precostituito, spazza via tutto come la bora triestina. Sei tu e lui, non c'è spazio per nient'altro.
Se sei fortunato, se te la cavi, poi non è tutto come prima: il senso di precarietà ti si appiccica addosso come una maglietta sudata, non te lo togli più. Vorresti gioire perché stai meglio, perché rivedi le persone e le cose che ami. Ma non ci riesci del tutto: quando il dolore ti guarda negli occhi, la tua vista cambia per sempre. Quello che prima era sfocato ora è ben chiaro. E quello che credevi di aver capito, adesso non conta più nulla.
Dicono che le esperienze dolorose sono quelle che più ti formano nella vita, che ti insegnano molte cose. Io credo che il dolore non insegni niente. Il dolore ti cambia e basta. Se in bene o in male dipende solo da te.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Stefano, sono Francesco T.
Come stai?
Qualche settimana fa mi sei tornato in mente, quando ho letto della morte di uno dei componenti degli America, il tuo gruppo preferito ai bei tempi del liceo. Così ho digitato su google il tuo nome ed ho scoperto il tuo blog. Bravo!, scrivi davvero bene e condivido moltissime delle idee che esprimi. Così, di quando in quando, ho preso a visitare il tuo blog.
Ora, leggendo l'ultimo post dell'11-8 penso tu possa essere stato investito dal grave dolore della perdita di un grande affetto. Spero d'essermi sbagliato. Se così non fosse, ti sono vicino. Fatti forza e coraggio.
Un forte, forte abbraccio.
Francesco.

Stella ha detto...

Io ho stretto la vita tra i denti. Sono nata due volte. E spero ci sia la terza. Sono rinata quando le mie gambe hanno ripreso a funzionare, quando la mia testa mi diceva di non mollare il morso. Avevo un pugnale conficcato nel cuore, ma un angelo che mi faceva sperare nel cervello. Mangiamoci la paura, e teniamoci un orizzonte per guardare oltre sempre accanto a noi. Lungimiranti, anche se oggi non c'è poi tanto da gioire. Complimenti.

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